Keystone
SVIZZERA
26.03.2020 - 14:020

Coronavirus, crescono le imprese in difficoltà

Il fatturato delle aziende è crollato di circa il 20%, ma potrebbe raggiungere anche il 30% nei prossimi mesi

BERNA - Economiesuisse si aspetta un «aumento significativo» delle aziende in difficoltà di liquidità, approvvigionamento e flusso dei prodotti a causa del coronavirus.

Secondo quanto si legge in un comunicato odierno, il fatturato delle aziende è crollato circa del 20% a causa dell'epidemia. Nei prossimi due mesi la contrazione potrebbe raggiungere il 30%.

Secondo un'inchiesta condotta dalla stessa Economiesuisse, un terzo delle società ha già ora problemi di liquidità, un dato che potrebbe arrivare al 50%. «Le misure del Consiglio federale arrivano quindi al momento giusto per interrompere la spirale negativa», sottolinea l'organizzazione.

A causa del virus, che ha provocato l'interruzione quasi totale dei consumi, «il crollo delle vendite continuerà nel corso dei prossimi due mesi, ma non dovrebbe aggravarsi ulteriormente». L'impatto è violento per il settore alberghiero, quello della ristorazione, per gli eventi e per i parrucchieri.

Anche le esportazioni subiranno un calo e in entrata potrebbe diventare difficoltoso l'approvvigionamento di determinati prodotti. Tutto questo avrà un impatto sul lavoro, con il 56% delle aziende intervistate sostengono di avere troppo personale per i prossimi due mesi. Due terzi pensano all'orario di lavoro ridotto e il 30% non esclude licenziamenti. Il 10% si attende però al contrario una mancanza di forza lavoro.

Il Consiglio federale ha licenziato un'ordinanza di necessità, che comprende un programma per fronteggiare una carenza di liquidità nell'ordine di 20 miliardi di franchi. Le piccole e medie imprese (PMI) possono ottenere accesso ai crediti per sopperire alla mancanza di risorse dovuta al coronavirus.

I crediti fino a 500'000 franchi saranno garantiti al 100% dalla Confederazione e saranno a tasso zero. I crediti transitori d'importo superiore al mezzo milione sono invece garantiti da Berna all'85%, mentre il restante 15% è a carico della banca che li emette. Possono raggiungere i 20 milioni, ma presuppongono un esame più approfondito.

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