«Girano banconote false, ci dia i soldi che glieli mettiamo al sicuro»

Condannati due truffatori, un turco e un italiano, che hanno raggirato diverse anziane svizzere. Arrivarono a fregare 270mila franchi a una 90enne.
BADEN - Erano truffatori professionisti, parte di una vera e propria banda che tra il 2022 e il 2023 ha raggirato diverse donne anziane residenti in Svizzera, i due uomini processati oggi al Tribunale distrettuale di Baden. Gli imputati, un turco di 36 anni e un italiano di 35 anni, sono stati condannati a otto anni di carcere, più l'espulsione dal paese per 12 anni, rispettivamente a due anni e mezzo di detenzione, di cui uno da scontare. Lo riferisce l'Aargauer Zeitung.
Mandanti turchi - Il modus operandi utilizzato era sempre lo stesso. La banda seguiva gli ordini di alcuni mandanti in Turchia e contattava principalmente donne anziane su telefono fisso. I truffatori si fingevano poliziotti o impiegati di banca e spiegavano alla vittima di turno che i suoi risparmi erano in pericolo. Dopodiché chiedevano di prelevare denaro in banca e di consegnarlo a un presunto poliziotto.
Conti aziendali e società di copertura - Le vittime ricevevano persino fatture false e venivano invitate a pagare con un versamento, che finiva poi su conti aziendali creati appositamente per raccogliere il denaro delle truffe. Per evitare di attirare sospetti, i truffatori suggerivano anche cosa indicare come motivo della transazione, ad esempio "anticipo per appartamento di vacanza".
Per aprire i suddetti conti aziendali in maniera "sicura" i malviventi avevano inoltre rilevato varie società inattive con sede in Svizzera.
In questo modo, la banda è riuscita a imbrogliare tre diverse anziane, sottraendo un totale complessivo di 425mila franchi. E solo l'intervento delle banche e delle forze dell'ordine ha impedito che le tre donne derubate, e altre due anziane, consegnassero ulteriori 900'000 franchi.
Il signor "Köpke" e il signor "Brinkmann" - A essere stata maggiormente colpita dalla banda è stata una donna argoviese che oggi ha 92 anni. Attraverso varie telefonate due sconosciuti che si presentavano come "il signor Köpke" e "il signor Brinkmann" dell'"ufficio di sicurezza della banca Raiffeisen" le hanno raccontato che erano in circolazione banconote false e le hanno chiesto di prelevare 15'600 franchi e di comunicare loro i numeri di serie delle suddette banconote.
Un conto "sicuro" - La donna ha esaudito la richiesta e i truffatori le hanno detto che le banconote risultavano false. Per custodire il suddetto denaro in sicurezza, sarebbe quindi stato aperto un conto separato e alla chiusura del "caso" la donna avrebbe riavuto i suoi soldi. Lo stesso giorno, un giovane presentatosi come "signor Lüthy" ha ritirato il denaro presso l'abitazione dell'anziana. Utilizzando lo stesso metodo, una settimana dopo i truffatori hanno convinto la donna a consegnare loro 80mila franchi, e a trasferire ulteriori 170mila franchi sul presunto "conto sicurezza", per un totale di quasi 270mila franchi persi.
Aperto il vaso di Pandora - Il raggiro è stato scoperto solo quando, nel gennaio del 2023, la pensionata è stata invitata dai truffatori a prelevare altri 50'000 franchi. Informandosi presso la banca sul saldo del suo conto, alla signora venne però comunicato che vi erano rimasti solo 10'000 franchi. Quando lei si recò alla Polizia argoviese per un appuntamento con un certo "signor Weber," la polizia scoprì infine che era stata vittima di truffatori telefonici.



