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SVIZZERA

Falle in Procura: condannato per pornografia minorile cerca voli online e scappa

L'uomo approfitta del carcere a regime aperto per fuggire nelle Filippine, evidenziando gravi lacune nella Magistratura del canton Argovia.
20 Minuten
Fonte red
Falle in Procura: condannato per pornografia minorile cerca voli online e scappa
L'uomo approfitta del carcere a regime aperto per fuggire nelle Filippine, evidenziando gravi lacune nella Magistratura del canton Argovia.

ARGOVIA - Aveva cercato voli online mentre era in carcere e, poco dopo, durante la detenzione a regime aperto è riuscito a fuggire indisturbato fino alle Filippine. È quanto emerge da un caso che coinvolge un 66enne svizzero, già condannato in passato per reati legati alla pornografia minorile, e che mette in luce una serie di falle procedurali nel Canton Argovia.
Secondo quanto riportato dall’«Aargauer Zeitung», il tentativo di rimpatrio dell’uomo dalle Filippine è per ora fallito a causa di ostacoli legali e mancanze da parte delle autorità. Il sospettato è stato arrestato a fine settembre 2025 all’aeroporto di Manila, mentre stava per imbarcarsi su un volo diretto a Bangkok.

L’uomo era già stato condannato nel 2017 e nel 2021 per pornografia minorile ed è ora accusato di aver partecipato ad abusi su minori. Le autorità filippine, impegnate nella campagna «#Shieldkids» contro i reati sessuali commessi da stranieri, lo hanno esposto pubblicamente con l’etichetta «Sex Offender Undesirable».
Nonostante nuove indagini fossero già in corso nei suoi confronti dal 2024 in Argovia, nell’estate 2025 il 66enne è riuscito a lasciare la Svizzera. La Magistratura non aveva infatti ritenuto valido un pericolo di fuga e aveva escluso la custodia cautelare.

Particolarmente delicato è il fatto che la fuga sarebbe stata pianificata durante il regime di detenzione aperta nel carcere di Wauwilermoos, nel Canton Lucerna. L’uomo avrebbe cercato voli su un computer sorvegliato e parlato apertamente dei suoi piani, senza che queste informazioni venissero trasmesse agli inquirenti argoviesi. La procura di Argovia ha dichiarato di non essere stata informata della possibile fuga, sottolineando che non erano pervenute segnalazioni dal sistema penitenziario. Secondo la stessa procura, le autorità competenti avrebbero dovuto comunicare eventuali sviluppi rilevanti.

Dopo l’arresto a Manila, gli inquirenti hanno tentato di organizzare il rimpatrio partecipando ai costi della procedura di espulsione filippina, per una cifra di circa 6000 franchi. Tuttavia, il Tribunale superiore di Argovia ha stabilito che il caso deve essere trattato come un’estradizione formale, soggetta alle procedure e ai vincoli previsti dal diritto internazionale e gestita tramite l’Ufficio federale di giustizia.

Le autorità federali svizzere considerano questa strada «molto difficile». La procura ha quindi rinunciato per ora a presentare una richiesta ufficiale, anche a causa dei costi più elevati e dei tempi più lunghi, che potrebbero protrarsi per mesi. Inoltre, esiste il rischio che il sospettato resti detenuto nelle Filippine più a lungo rispetto a una possibile condanna in Svizzera. Al momento, il 66enne rimane in carcere nelle Filippine, mentre il procedimento penale avviato in Argovia risulta bloccato.

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