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SVIZZERA

Il mirino sulle grigliate: «Ormai è un'abitudine d'altri tempi»

Dal Wwf critiche alla pratica e ai volantini dei supermercati: troppa carne e poco (o nessuno) spazio ai prodotti vegani.
Foto Deposit
Fonte ATS
Il mirino sulle grigliate: «Ormai è un'abitudine d'altri tempi»
Dal Wwf critiche alla pratica e ai volantini dei supermercati: troppa carne e poco (o nessuno) spazio ai prodotti vegani.
ZURIGO - Con l'arrivo della stagione delle grigliate la carne viene pubblicizzata troppo e con sconti eccessivi, rispetto a quanto avviene per alternative vegane: la critica viene mossa dal WWF sulla base di un'analisi delle offerte della grande dist...

ZURIGO - Con l'arrivo della stagione delle grigliate la carne viene pubblicizzata troppo e con sconti eccessivi, rispetto a quanto avviene per alternative vegane: la critica viene mossa dal WWF sulla base di un'analisi delle offerte della grande distribuzione elvetica.

I volantini della grande distribuzione che pubblicizzano troppa carne: sotto accusa tutti i marchi - Stando a un comunicato odierno concretamente l'organizzazione ambientalista ha spulciato i volantini promozionali e pubblicità di sei rivenditori (Coop, Migros, Lidl, Aldi, Denner e Volg) per un periodo di quattro settimane, dal 24 aprile al 21 maggio.

Il 95% dei prodotti a prezzo ribassato per il barbecue è di origine animale - È emerso che di 150 prodotti per il barbecue offerti a prezzo ribassato il 95% aveva un'origine animale e solo il 5% era vegano: nel dettaglio l'88% era carne, il 4% formaggio per griglia, il 3% pesce nonché frutti di mare e - come indicato - il 5% articoli vegetali.

Inoltre il 66% dei prodotti a base di carne pubblicizzati negli annunci ha beneficiato di uno sconto, mentre ciò è avvenuto solo per il 58% dei prodotti vegetariani. Lo sconto medio per la carne era del 29%, per gli articoli vegani il 22%. Ciò dimostra che la carne non solo viene ribassata più spesso, ma anche in modo più marcato, sottolinea l'organismo fondato nel 1961 e con sede a Gland (VD).

Pubblicità dannosa non in linea con i tempi - «La pubblicità di massa per i prodotti dannosi per l'ambiente non è più in linea con i tempi», sostiene Mariella Meyer, esponente del WWF (con il titolo di Senior Manager Sustainable Markets), citata nella nota. «I rivenditori svizzeri dovrebbero pubblicizzare e scontare le alternative vegetariane almeno quanto la carne».

La chiamata in campo della politica - A suo avviso anche il modo politico elvetico può dare un contributo importante, orientando maggiormente la piramide alimentare verso le proteine di origine vegetale: si tratta di spostare «le sovvenzioni statali verso un'agricoltura sostenibile con più alimenti di origine vegetale», annota Meyer.

Una nota positiva: i piatti vegetariani delle ricette proposte dalle piattaforme delle catene di supermercati - Interessante, agli occhi del WWF, è però anche il quadro differente che emerge se si dà un'occhiata alle piattaforme di ricette delle catene di supermercati. Chi cerca idee viene premiato con un gran numero di suggerimenti: quasi la metà di tutte le ricette di barbecue sono vegetariane.

«Almeno nelle loro raccomandazioni culinarie, i rivenditori comunicano in modo molto più equilibrato: invece di limitarsi a bistecche e salsicce, si consiglia ai consumatori di grigliare più verdure, come melanzane o pannocchie», constata l'associazione.

Latte, carne e uova sotto accusa per i danni all'ambiente - Un terzo delle emissioni globali di CO2 è dovuto all'alimentazione, argomenta il WWF. Gran parte di queste emissioni sono dovute alla produzione di carne, latte e uova. La carne contribuisce in modo significativo al rilascio di gas serra dannosi per il clima e quindi al riscaldamento globale. La conversione delle foreste in terreni agricoli è in parte responsabile della deforestazione e della perdita di biodiversità. Inoltre gli allevamenti producono grandi quantità di rifiuti animali che inquinano le acque. La coltivazione dei mangimi necessita anche di fertilizzanti e pesticidi per ottenere rese elevate: queste sostanze chimiche finiscono nelle falde acquifere e causano danni a lungo termine all'ambiente, conclude l'organizzazione.
 

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