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«La domanda non è se saremo investiti dalla disoccupazione di massa, ma quando»

L’intelligenza artificiale sta conquistando il mondo, e secondo l'esperto è certo che ruberà il posto a molti lavoratori.
«La domanda non è se saremo investiti dalla disoccupazione di massa, ma quando»
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«La domanda non è se saremo investiti dalla disoccupazione di massa, ma quando»
L’intelligenza artificiale sta conquistando il mondo, e secondo l'esperto è certo che ruberà il posto a molti lavoratori.
BERNA - Chi ha paura dell’Intelligenza artificiale? Con la fulminante diffusione di ChatGPT, probabilmente, in molti. Ma secondo il professore di diritto e esperto del settore Richard Süsskind la tempesta è in arrivo, e saranno in m...

BERNA - Chi ha paura dell’Intelligenza artificiale? Con la fulminante diffusione di ChatGPT, probabilmente, in molti. Ma secondo il professore di diritto e esperto del settore Richard Süsskind la tempesta è in arrivo, e saranno in molti a essere travolti.

«La domanda non è se arriverà la disoccupazione di massa, ma quando», spiega Süsskind alla Neue Zürcher Zeitung. «Supponendo che i sistemi di intelligenza artificiale continueranno a migliorare, come si può non presumere che molte delle nostre professioni andranno lentamente a scomparire?». In molti sostengono che l’AI andrà unicamente a completare il nostro lavoro, osserva il professore, «ma sul lungo termine, parlo di venti o trent'anni, dobbiamo accettare che la nostra idea di lavoro e creazione di valore verrà completamente stravolta dall'intelligenza artificiale».

È però vero che anche in passato, con l’arrivo di nuove tecnologie, erano state previste disoccupazioni di massa, ma non è accaduto niente di tutto ciò: le professioni si sono evolute mano a mano. Perché, viene quindi da chiedersi, questa volta dovrebbe essere differente? «È diverso perché i lavori che l’AI può sostituire sono mentali, non fisici», sottolinea Süsskind. «Quando nell'era della Rivoluzione Industriale le fabbriche hanno sostituito il lavoro artigianale c'era ancora bisogno di manager, direttori e persone che curassero strategie, organizzazione e pubblicità. Ma quali sono, guardando al futuro, i lavori per i quali gli esseri umani resteranno più qualificati delle macchine? Saranno molto pochi».

Secondo l’esperto occorre dunque prepararsi: «Dobbiamo iniziare a pensare a come dovrebbe essere distribuito il valore che questi sistemi creano. Altrimenti rischiamo di svegliarci in un mondo in cui la maggior parte della popolazione è disoccupata e poche persone, quelle che controllano i mezzi di produzione, accumulano grandi ricchezze. Dobbiamo immaginare come si potrebbe creare valore attraverso l'AI e come distribuire la ricchezza laddove il lavoro produttivo non è richiesto alla maggior parte delle persone. Questo richiede un modello che al momento, semplicemente, non abbiamo».

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