SVIZZERAIl grande cambiamento: ora il potere lo hanno i dipendenti

29.08.22 - 00:02
Molti datori di lavoro vorrebbero i collaboratori in ufficio, ma la carenza di lavoratori riduce la loro influenza
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Il grande cambiamento: ora il potere lo hanno i dipendenti
Molti datori di lavoro vorrebbero i collaboratori in ufficio, ma la carenza di lavoratori riduce la loro influenza
«Ora sono i dipendenti ad essere al posto di guida». Si cercano quindi compromessi, ovvero un modello di lavoro ibrido

ZURIGO - Prima della pandemia, dopo la pandemia. Quella degli ultimi anni potrebbe essere stata una svolta, nel mercato del lavoro svizzero: i dipendenti hanno ora più potere, e dettano loro le politiche dei datori di lavoro.

È quanto emerge, riporta il settimanale Nzz am Sonntag, analizzando la possibilità del telelavoro. I capi vorrebbero rivere i dipendenti in ufficio, ma questi ultimi non vogliono più trascorrervi tutte le proprie ore di lavoro. Ad avere la meglio, prima della pandemia, sarebbero stati i primi. Ma ora no: la carenza di lavoratori qualificati ha dato più potere ai dipendenti, che si trovano ora al posto del conducente.

Così, in soli due anni, "l'eccezione" dell'home-office - cioè la possibilità di lavorare da casa - è diventato la norma per chi ha un lavoro d'ufficio. Molti hanno potuto vivere l'esperienza di lavorare (per la prima volta) all'interno delle loro quattro mura, e mentre alcuni erano ansiosi di tornare completamente al lavoro, altri erano estremamente soddisfatti.

Una rottura drastica
La portavoce dell'agenzia di reclutamento Job Impuls, Chiara La Regina, ha sottolineato al domenicale zurighese che l'home office è diventato un «requisito obbligatorio per molte persone in cerca di lavoro», e che sempre più spesso è motivo di dimissioni se le aziende non lo accettano.

I giovani sotto i trent'anni lo richiedono costantemente, ma la tendenza è evidente anche tra chi è più in là con gli anni. Secondo Oliver Berger, della società Witena, prima della pandemia nessuno a livello dirigenziale affrontava le questioni relative al lavoro flessibile. Oggi è invece un argomento sempre presente, anche tra i vertici aziendali.

Il coronavirus ha insomma cambiato le priorità: prima non si vedeva di buon occhio che i dipendenti lavorassero da casa, mentre la pandemia ha mostrato che anche da remoto si può lavorare per davvero. Così, invece di cercare in tutti i modi di riportare i dipendenti in ufficio completamente, la maggior parte dei datori di lavoro si sta adattando ad un modello ibrido.

Il cruccio degli spazi
Per le aziende che vorrebbero risparmiare sugli uffici, questa non è una cattiva notizia. Per coloro che hanno investito molto denaro nelle infrastrutture, invece, la situazione è più delicata.

Oltre a ciò, bisogna anche sottolineare che l'home office comporta anche alcuni svantaggi per la cultura aziendale: il lavoro di squadra è reso più difficile, come anche la formazione dei nuovi dipendenti, e le tensioni vengono spesso riconosciute troppo tardi.  

Gli esempi si sprecano: i giganti elvetici UBS e Credit Suisse permettono ai dipendenti di lavorare in modo ibrido, ma anche Swiss Re e Bucherer. Ormai, la tendenza è quella, e nessuno crede veramente che si ritornerà situazione pre-coronavirus. Anche perché persino i capi, in alcune occasioni, si rendono conto che i vantaggi del lavoro ibrido valgono anche per loro.

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