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"Doccia fredda" in piscina per non finanziare la guerra

I prezzi di petrolio, gas ed elettricità sono alle stelle. E i gestori delle piscine all'aperto adottano correttivi.
"Doccia fredda" in piscina per non finanziare la guerra
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Fonte DM/BZ/20Minuten
"Doccia fredda" in piscina per non finanziare la guerra
I prezzi di petrolio, gas ed elettricità sono alle stelle. E i gestori delle piscine all'aperto adottano correttivi.
Riscaldamenti spenti o più bassi per risparmiare, ma anche per non far lievitare i costi del biglietto.
ZURIGO - Con l'apertura dei lidi, per colpa della guerra, i più fervidi nuotatori rischiano di trovarsi di fronte a un inizio stagione un po' freddino. Secondo Martin Enz, amministratore delegato dell'Associazione svizzera per le piscine inter...

ZURIGO - Con l'apertura dei lidi, per colpa della guerra, i più fervidi nuotatori rischiano di trovarsi di fronte a un inizio stagione un po' freddino. Secondo Martin Enz, amministratore delegato dell'Associazione svizzera per le piscine interne ed esterne (VHF), «sarebbe ragionevole se tutte le piscine all'aperto non venissero riscaldate o lo fossero almeno in misura ridotta». Questa settimana Enz ne discuterà con gli operatori del settore. «Considerando la guerra in Ucraina e i prezzi esorbitanti dell'energia, dovremmo puntare al risparmio piuttosto che aumentare i prezzi dei biglietti».

«Pensiamo a chi non ha più nulla» - Dallo scoppio del conflitto, molti paesi stanno lottando con l'aumento dei prezzi di petrolio, gas ed elettricità. Enz, che dirige la piscina e Spa Bellavita, a Pontresina (GR), ha già preso provvedimenti. «A metà marzo abbiamo abbassato di circa un grado e mezzo le temperature della vasca coperta e di quella all'aperto». Ora, l'acqua della piscina esterna è di 33 gradi invece che 34. Una misura che non è stata accolta positivamente da tutti gli ospiti. «Ma non possiamo metterci a discutere per una differenza di un grado quando ci sono persone che non hanno più niente», puntualizza. 

«Non finanziamo la guerra» - Anche la piscina all'aperto di Moos a Schlieren (ZH), riscaldata a gas naturale, in questa stagione è più fredda del solito. Secondo il gestore, con il riscaldamento, la temperatura è solitamente compresa tra 21 e 23 gradi. Senza è tra i 16 e o 19 gradi. «Come città volevamo dare l'esempio. Se non compriamo il gas, non finanziamo la guerra russa», precisa il consigliere comunale Andreas Kriesi (Verdi liberali).

Nella piscina Marzili di Berna, invece, le acque non riscaldate sono già da tempo una tradizione: «Le piscine esterne non hanno senso se devono essere riscaldate», spiega il responsabile della struttura Beat Wüthrich.

«Uscire dalla comfort zone» - Anche le organizzazioni dei consumatori sostengono i bagni freddi. «Dobbiamo fare tutto il possibile per risparmiare energia, compreso uscire dalla nostra comfort zone», sottolinea Babette Sigg, presidente del Forum svizzero dei consumatori.

Chi non si adegua - Le piscine esterne non riscaldate sono fuori questione, invece, per il Lido di Lucerna. L'acqua fredda non piace ai più piccoli e agli anziani e da anni, in ogni caso, il lido viene riscaldato con una moderna pompa di calore ecologica.

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