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SVIZZERAQuanti errori nelle dichiarazioni dei redditi

19.03.22 - 20:30
I più comuni riguardano il terzo pilastro. Ma non manca chi fa carte false per pagare meno tasse.
tipress
Quanti errori nelle dichiarazioni dei redditi
I più comuni riguardano il terzo pilastro. Ma non manca chi fa carte false per pagare meno tasse.
Lo rivela uno studio di Generali.

BERNA - Troppi pilastri, e l'errore ci scappa. Un quarto degli svizzeri non dichiara correttamente l'importo versato nel terzo pilastro al momento della dichiarazione delle imposte. Lo rileva uno studio di Generali, che a febbraio ha intervistato 524 persone in tutta la Svizzera. 20 Minuten ha sottoposto i risultati più importanti a un esperto fiscale.

Se gli errori possono capitare, le malefatte sono più rare ma comunque piuttosto diffuse. Uno svizzero su otto ad esempio ha reso false dichiarazioni in merito alle proprie entrate. Secondo Martin Metzger, specialista discale presso VZ Vermögenszentrum, fare carte false sui redditi «è una pessima idea» e ha naturalmente conseguenze più severe rispetto all'errore non intenzionale. Chi fornisce involontariamente informazioni false deve aspettarsi comunque una sanzione, anche se più clemente. «L'ignoranza non protegge dalla punizione».

La maggior parte degli errori, secondo il sondaggio, riguardano i contributi sul terzo pilastro. Il 30 per cento degli intervistati ad esempio non è a conoscenza del fatto che i redditi da interessi generati da fondi di previdenza sociale sono esentasse. «Chi se lo può permettere, fa bene ad accantonare con il terzo pilastro» sottolinea Metzger.

Un altro dato emerso dal sondaggio è che la maggioranza degli svizzeri preferisce pagare le tasse a rate. Solo i giovani nella fascia tra i 18 e i 29 anni preferiscono un pagamento una tantum.

«Le abitudini di pagamento dei giovani contribuenti sono migliori  e più intelligenti di quanto si dice spesso», afferma Metzger. Con il pagamento una tantum, è possibile ottenere tassi di interesse più vantaggiosi. Secondo Comparis, il cantone di Appenzello Interno paga il tasso d'interesse più alto (1%).

Quasi la metà degli svizzeri chiedono inoltre una proroga del termine,di pagamento, mentre tra i 18 e 29 anni meno del 30 per cento estende la scadenza. Metzger si dice sorpreso dal fatto che il dato non sia superiore. «La dichiarazione salariale relativa alle tasse e i documenti come i conti di proprietà di solito non vengono ricevuti fino a febbraio, la scadenza quindi può essere ravvicinata. La proroga deve essere richiesta in tempo utile».

Chi fa domanda di proroga online è avvantaggiato. «Se manchi la scadenza, devi sperare che le autorità fiscali chiudano un occhio»  sottolinea l'esperto, ricordando però che alcuni cantoni applicano una tassa per la proroga del termine.

Un dato significativo è anche quello delle domande online. Ormai costituiscono la stragrande maggioranza: solo un quinto circa degli intervistati compila la dichiarazione dei redditi su carta. Questo dimostra l'uilità del passaggio alla procedura digitalizzata. Per Metzger è «assolutamente preferibile» anche considerando che le app fiscali offrono supporto e semplificano il processo. Compilando la dichiarazione sul web, il rischio di dimenticare detrazioni o informazioni importanti è molto più basso.

Infine circa il 70 per cento degli svizzeri se la sbriga da solo, quando è il momento di compilare la dichiarazione. Merito anche questo degli strumenti digitali, e della semplificazione della procedura: chi ha un reddito medio e nessun immobile di proprietà di solito può fare a meno di un professionista fiscale. 

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