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ZURIGO
19.01.2022 - 17:080
Aggiornamento : 19:02

Swissmedic: «Non c'è motivo di nascondere nulla»

Continuano a circolare segnalazioni circa gli effetti collaterali delle vaccinazioni.

Questi vengono minimizzati? Swissmedic e colleghi del mondo medico sostengono di no.

Fonte 20Minuten/ Lisa Horer/Claudia Blumer
elaborata da Davide Milo
Giornalista

ZURIGO - Una settimana dopo la prima vaccinazione, una donna si trova con una lunga macchia rossa sulla spalla, delle dimensioni del palmo della mano. «Non ha nulla a che fare con l'iniezione, è una scottatura solare», sostiene la persona che ha somministrato il vaccino. Ma la donna non è stata al sole ed è certa che non sia così. Un medico, in seguito, le conferma che potrebbe essere stato proprio il farmaco iniettato.

In un ospedale di Zurigo, la scorsa settimana, un giovane si è fatto ricoverare dopo che aveva perso conoscenza. I medici gli spiegano che il suo sistema cardiovascolare è diventato estremamente instabile. Ha la febbre alta e mal di testa, può tornare a casa, ma deve assolutamente riposare.

Preoccupazioni di questo tipo sono al centro delle argomentazioni dei no-vax. Un sondaggio condotto da 20 Minuten lo scorso novembre ha rilevato che l'opposizione alle misure del Governo era l'argomento principale a sostegno della volontà di non vaccinarsi (per il 60% dei no-vax). Ma subito dopo c'era il timore per gli effetti collaterali dati dai vari preparati anti-Covid.

Pochi casi di effetti collaterali segnalati - Quanto sono giustificate queste preoccupazioni? Dal 1° gennaio 2021 Swissmedic ha registrato circa 11'470 casi sospetti, con 14,9 milioni di dosi di vaccino somministrate in Svizzera.

Di questi, 7'190 casi sono stati considerati non gravi (arrossamento o dolore nel sito dell'iniezione, febbre o stanchezza); altri 4'280, invece, sono stati classificati come gravi. Secondo Swissmedic si tratta di casi percepiti come pericolosi per la vita, che hanno comportato o prolungato il ricovero o che hanno provocato la morte.

Non è chiaro a quale categoria appartenga la miocardite (un'infiammazione del muscolo cardiaco), e la pericardite (infiammazione del "sacco" che protegge il cuore). Secondo Swissmedic, i pazienti indicano da soli la gravità dei loro effetti collaterali e questa prassi nn subirà mutamenti in futuro.

In ogni caso, questi effetti gravi colpiscono maggiormente gli uomini più giovani, il più delle volte si verificano entro 14 giorni dalla vaccinazione, spesso dopo la seconda dose.

Attualmente in Svizzera sono segnalati 307 casi di questo tipo. Ora i rapporti si stanno accumulando e sembrano essere colpiti in particolare gli atleti.

La velocista svizzera Sarah Atcho soffre di pericardite a seguito della terza dose. Inoltre, alla maratoneta Fabienne Schlumpf è stata diagnosticata un'infiammazione del muscolo cardiaco che può essere correlata alla vaccinazione.

Non sempre è il vaccino - Allo stesso tempo, però, non è dato sapere se tutti questi casi si sarebbero verificati senza vaccinazione. I dati dell'Ufficio federale di statistica (UFS) mostrano che dal 2002 i ricoveri per malattie cardiovascolari sono aumentati del 22%. Nel 2019 circa 50.000 donne e 67.000 uomini sono stati ricoverati per problemi di questa natura. È quindi difficile stabilire se le persone colpite stiano male a seguito della vaccinazione o se si sarebbero ammalate comunque.

Effetti rari e non sempre comunicati - Secondo il portavoce di Swissmedic Alex Josty, «non ci sono dati» in questo senso. Josty respinge l'accusa di voler minimizzare gli effetti collaterali del vaccino: «Il nostro compito è quello di approvare i farmaci e pubblicare tutti gli effetti collaterali noti al momento dell'approvazione».

Josty è coadiuvato da Josef Widler, presidente della Società medica del Canton Zurigo. Come sottolinea Widler: «Swissmedic può pubblicare solo ciò che è noto. Non c'è motivo di nascondere nulla. Ma gli effetti collaterali sono rari e non tutti vengono segnalati da chi ne è colpito», aggiunge. Inoltre, spesso manca il confronto con coloro che hanno gli stessi sintomi, ma non sono vaccinati. Ecco perché, a volte, è difficile se non impossibile scoprire quando determinati sintomi e malattie sono correlati alla vaccinazione o meno.

Yvonne Gilli, presidente della FMH Medical Association, spiega: «All'inizio c'erano attriti per il sistema di segnalazione degli effetti collaterali». Ma poi, dopo due incontri con Swissmedic, i problemi sono stati risolti. Questo accadeva circa un anno fa.

Ad oggi, negli Stati Uniti sono state somministrate circa 520 milioni di dosi di vaccino e il numero di effetti collaterali gravi è stato basso. Quelli più comuni includono shock anafilattico, miocardite e pericardite. Le ultime due condizioni si sono verificate circa 2'080 volte in persone fino ai 30 anni.

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