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VALLESERischio suicidio tra i gay. Colpa della discriminazione

11.01.22 - 16:42
Lo dice un'indagine vallesana. Le autorità lanciano un piano "ambizioso" di lotta in difesa delle persone LGBTIQ+
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Rischio suicidio tra i gay. Colpa della discriminazione
Lo dice un'indagine vallesana. Le autorità lanciano un piano "ambizioso" di lotta in difesa delle persone LGBTIQ+

SION - Le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale sono fonte di sofferenza per tantissime persone LGBTIQ+ in Svizzera. Rifiuto, stigmatizzazione, minacce, bullismo possono determinare in molte persone gay, lesbiche, trans un comportamenti di dipendenza e un rischio di suicidio più elevati rispetto al resto della popolazione. Lo dice uno studio realizzato in Vallese, su commissione del Cantone. 

L'indagine fa parte di un progetto che vuole promuovere la salute e combattere le discriminazioni nei confronti delle persone non etero. In Vallese si stima che siano tra 7mila e 35mila gli individui toccati dal problema, ma le cifre «sono difficili da valutare» ha dichiarato oggi il consigliere di Stato Mathias Reynard (Ps). 

Secondo il rapporto ordinato dal Dipartimento della sanità vallesano a Promotion Santé Valais, le persone LGBTIQ+ starebbero «meno bene a livello di salute psichica e sessuale» rispetto al resto della popolazione, con tassi di suicidio e dipendenze da stupefacenti tra le due e le cinque volte superiori alla media. Le discriminazioni colpirebbero in particolare gli adolescenti, a volte anche senza che questi appartengano alla comunità LGBTIQ+. 

Il progetto lanciato dal governo di Sion vuole da una parte rispondere ai bisogni delle persone interessate, dall'altra sensibilizzare la popolazione e il personale sanitario. Complessivamente saranno investiti 130mila franchi, e creato un ufficio ad hoc. «Il Vallese vuole così figurare tra i cantoni precursori in materia di promozione della salute e di prevenzione delle discriminazioni nei confronti delle persone LGBTIQ+», ha affermato Reynard, che ha definito la questione «un problema di salute pubblica». 

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