20min/Celia Nogler
SVIZZERA
16.10.2021 - 17:160
Aggiornamento : 18:53

In Svizzera la lotta al tabagismo «deve passare anche dal portafogli»

Le associazioni attive nella prevenzione suggeriscono di prendere spunto dall'esempio estero

Fonte 20 Minutes / Yannick Weber
elaborata da Patrick Stopper
Giornalista

Sigarette

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

BERNA - Un'iniziativa popolare che passerà dalle urne nel febbraio 2022 e anni di discussione in parlamento: in Svizzera il tabacco è oggetto di un vivace dibattito che ruota in particolare attorno alla pubblicità e alla tutela dei minori. Ma c'è una questione che viene a malapena affrontata: il prezzo. Ecco dunque che l'Associazione svizzera per la prevenzione del tabagismo suggerisce di guardare al di fuori dei nostri confini: «Nel 2022 in Irlanda un pacchetto di sigarette costerà 15 euro» si legge in un recente comunicato.

L'Irlanda, un paese che segue una linea particolarmente dura nella lotta contro il tabagismo, in particolare con un frequente aumento dei prezzi dovuto all'incremento delle tasse. «Tra il 2013 e il 2020, la porzione di popolazione che fuma è passata dal 21,5% al 15,4%. In confronto, in Svizzera la percentuale è da diversi anni ferma al 27%» osserva l'associazione. Nel nostro paese, l'imposta sul tabacco è invariata dal 2013 o è aumentata di dieci centesimi. «In rapporto al potere d'acquisto, in Svizzera le sigarette sono tra le meno care in Europa».

Al di là della questione del prezzo, l'associazione raccomanda di accettare, l'anno prossimo, l'iniziativa popolare "Fanciulli senza tabacco". Nella prevenzione si constata infatti la necessità di un approccio globale al problema: prezzo, pubblicità e restrizioni, tutto deve essere coerente. Anche in questo caso si guarda all'Irlanda, che è stato tra i primi paesi a vietare il fumo negli spazi esterni (si parla del 1988). «Se nel 1998 fumava ancora il 20% degli adolescenti, nel 2018 erano scesi al 5%» conclude l'associazione.

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