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Un gruppo di vaccinati combatte contro il Certificato Covid

Il comitato si dice contrario alla sorveglianza di massa e a favore della protezione dei dati
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Un gruppo di vaccinati combatte contro il Certificato Covid
Il comitato si dice contrario alla sorveglianza di massa e a favore della protezione dei dati
Il membro più noto di questo gruppo è la scrittrice Sybille Berg, preoccupata per l'approccio discriminatorio nei confronti di chi ha scelto di non accedere al vaccino
ZURIGO - Il 28 novembre il popolo svizzero sarà chiamato a votare sulla legge Covid-19. La votazione deciderà anche il futuro del certificato Covid. Ora, un gruppo di sinistra si è espresso chiaramente contro la legge oggetto del...

ZURIGO - Il 28 novembre il popolo svizzero sarà chiamato a votare sulla legge Covid-19. La votazione deciderà anche il futuro del certificato Covid. Ora, un gruppo di sinistra si è espresso chiaramente contro la legge oggetto della votazione. Il gruppo è principalmente contro la sorveglianza e per la protezione dei dati, come si legge oggi sul "Tagblatt.ch".

Cos'ha di speciale questo comitato? Tutti i suoi membri sono vaccinati. Ciò nonostante ritengono che il certificato sia una spina nel fianco. Il gruppo non ha nulla contro altre misure come ad esempio l'uso della mascherina, anzi, i suoi membri si dicono a sostegno della maggior parte delle misure messe in atto per contenere la pandemia.

Il rappresentante più noto di questo comitato è la scrittrice Sybille Berg. «Nel pieno rispetto di una situazione complessa come quella che stiamo vivendo, e riconoscendo la grave malattia mondiale che è costata molte vite e ha creato malati, solitudine e gravi danni economici, il permettere di partecipare alla vita sociale solo a chi è in possesso di un certificato è molto pericoloso».

La votazione del 28 novembre - Il 13 giugno 2021 la legge COVID-19 è stata accolta dal 60 per cento dei votanti. Poiché è stato lanciato un referendum contro la sua modifica del 19 marzo, saremo chiamati a votare anche su questa.

La posizione del Comitato referendario - Per i comitati, la modifica del marzo 2021 è inutile ed eccessiva. A loro parere, le leggi vigenti sono sufficienti per proteggersi dal coronavirus e da altre malattie. Inoltre, la modifica di legge creerebbe una frattura della Svizzera e comporterebbe una sorveglianza di massa di tutti i cittadini.

La posizione del Consiglio federale e del Parlamento - Secondo il Governo e il Parlamento svizzero la legge COVID-19, modificata più volte, consente di proteggere meglio le persone e le imprese. Gli adeguamenti del marzo 2021 estendono gli importanti aiuti economici e garantiscono la continuità del sostegno. Il certificato COVID semplifica i viaggi all’estero e permette lo svolgimento di determinati eventi.

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