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SVIZZERALa pandemia ha accelerato la digitalizzazione, noi vogliamo stare al passo con la tecnologia

07.10.21 - 09:30
Lo rivela un sondaggio rappresentativo condotto da Oliver Wyman
Tamedia
La pandemia ha accelerato la digitalizzazione, noi vogliamo stare al passo con la tecnologia
Lo rivela un sondaggio rappresentativo condotto da Oliver Wyman

BERNA - Smart working, didattica a distanza e shopping online: durante i recenti lockdown dovuti alla pandemia, ce la siamo cavata... ma possiamo fare meglio. Ora ben tre quarti della popolazione svizzera vogliono infatti migliorare le proprie competenze digitali. È quanto emerge da un sondaggio rappresentativo della società di consulenza strategia Oliver Wyman.

Insomma, le restrizioni associate alla pandemia hanno accelerato la digitalizzazione, anche in Svizzera. Si rileva tuttavia la necessità di progredire sul piano tecnologico. Nel dettaglio, il 44% degli intervistati (e si tratta in prevalenza di giovani) ha espresso il desiderio di sviluppare ulteriormente le proprie competenze tecnologiche. Per un altro 20% (e in questo caso sono soprattutto persone più anziane) si tratta, invece, sostanzialmente di familiarizzare con le nuove tecnologie.

Della crescente importanza delle tecnologie digitali sono particolarmente consapevoli i lavoratori. Il 62% di questi si dice convito che internet e tecnologie creeranno posti di lavoro. Tuttavia, un partecipante su cinque al sondaggio teme di non riuscire a tenere il passo con la velocità del progresso. Questo vale in particolare per i lavoratori del settore alberghiero, del commercio e della pubblica amministrazione.

«La maggioranza della popolazione svizzera non è più soddisfatta del suo status quo digitale» osserva Nordal Cavadini, partner di Oliver Wyman. «Dopo le esperienze della pandemia, la gente vuole usare di più la digitalizzazione per se stessa e contribuire attivamente alla sua definizione». In quest'operazione - sottolinea l'esperta - dovrebbero fare la loro parte anche i datori di lavoro, qualificando ulteriormente i collaboratori o sostenendo finanziariamente la loro volontà di imparare.

Gestione dei dati: non ci fidiamo dei rivenditori online

Quando si tratta di sapere a chi gli svizzeri affidano le informazioni personali, il 69% ha detto di fidarsi di ospedali, medici e compagnie di assicurazione malattia più di qualsiasi altro settore. Altrettanto positiva è la valutazione degli intervistati riguardo alle loro banche e al settore scientifico (università, scuole universitarie, istituti di ricerca). Le aziende tecnologiche e i rivenditori online se la passano peggio: solo il 24% degli intervistati ha fiducia in questi settori economici a forte crescita; il 56% esprime invece sfiducia. Per i rivenditori online nazionali, tuttavia, il sondaggio contiene anche un messaggio positivo: hanno beneficiato maggiormente dell’aumento degli acquisti via web dovuto alla pandemia rispetto ai concorrenti stranieri.

Le aziende dovranno continuare a lavorare sul tema della fiducia e della gestione restrittiva dei dati a essa correlata. Il 61% degli intervistati è attualmente riluttante a condividere i dati personali con terzi. Il continuo scetticismo deriva, tra l’altro, dalle preoccupazioni per gli attacchi informatici. Un buon 70% della popolazione svizzera pensa che internet e la tecnologia porteranno a un aumento della criminalità informatica. Kolja Dutkowski, esperto del settore di Oliver Wyman, invita le imprese ad agire: «Nell’era digitale, i dati sono di centrale importanza. Chi intende usarli deve garantire ai propri clienti i più alti standard di sicurezza e comunicare in modo trasparente».

Ma per la protezione dei loro dati e l’ulteriore diffusione delle tecnologie digitali, gli svizzeri non vogliono affidarsi solo alle aziende. La maggioranza degli intervistati considera ancora necessaria una maggiore regolamentazione del settore tecnologico. Nordal Cavadini, partner di Oliver Wyman, chiede più dialogo: «La politica e l’economia devono trovare un buon equilibrio tra i diversi interessi se vogliamo che la prossima fase della digitalizzazione abbia successo». L’attuale sondaggio ha dimostrato che anche la popolazione svizzera è pronta a impegnarsi.

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