POLCA GR
SVIZZERA
17.09.2021 - 12:450
Aggiornamento : 16:27

Crash dello Ju-52: 3,8 milioni di franchi per le indagini

È quanto risulta dal rapporto annuale 2020 del SISI: «Inchiesta lunga e difficoltosa»

BERNA - L'indagine sull'incidente aereo dello Ju-52 nel 2018, in cui morirono venti persone nei Grigioni, è costata 3,8 milioni di franchi al Servizio di inchiesta svizzero sulla sicurezza (SISI). È quanto risulta dal rapporto annuale 2020 dello stesso organismo governativo.

Lo Ju-52, un aereo del 1939, era decollato da Locarno verso Dübendorf (ZH) il 4 agosto del 2018. Si è schiantato vicino al Piz Segnas, a nord di Flims. Tutti i diciassette passeggeri e i tre membri dell'equipaggio a bordo sono morti. Secondo il SISI, la causa diretta dell'incidente è stata un errore del pilota.

La somma di 3,8 milioni di franchi concerne tutte le ricerche compiute tra l''agosto del 2018 e il dicembre del 2020. Si tratta di costi che non hanno potuto essere finanziati dal bilancio ordinario e il SISI ha dovuto richiedere un credito speciale nell'autunno 2018.

L'indagine è stata lunga e difficoltosa, sottolinea il SISI nel suo rapporto pubblicato oggi. In particolare, il velivolo non era dotato di una scatola nera o altri dispositivi di registrazione, ciò che ha creato parecchie difficoltà nell'investigazione. Non c'erano quindi prove dirette di potenziali problemi nella cabina di pilotaggio. Le osservazioni, le foto e i video forniti dai cittadini al SISI hanno contribuito significativamente all'indagine e al rapporto finale, scrive l'ente.

Solo nel 2020 i costi dell'inchiesta sull'incidente aereo dello Ju-52 sono stati di 1,5 milioni di franchi, ovvero il 20% del budget dell'organismo federale.

A parte questa indagine, il SISI dice di aver avuto meno da fare nel 2020. Come risultato della pandemia di Covid-19, il numero di incidenti che coinvolgono aerei civili è infatti diminuito.

Il numero di incidenti nel trasporto pubblico è invece rimasto stabile, ma le indagini approfondite sono risultate nettamente più numerose del solito. Ciò per via della "crescente complessità del paesaggio ferroviario negli ultimi anni, in particolare in relazione al coinvolgimento di numerose aziende", soprattutto nei cantieri di manutenzione.

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