SVIZZERAPassione homeoffice, gli uffici svizzeri sono occupati solo al 15%

29.08.21 - 22:30
Nonostante siano passati oltre due mesi dalla revoca dell’obbligo, i dipendenti preferiscono stare a casa.
Keystone (archivio)
Fonte 20Minutes/Gilles Martin
Passione homeoffice, gli uffici svizzeri sono occupati solo al 15%
Nonostante siano passati oltre due mesi dalla revoca dell’obbligo, i dipendenti preferiscono stare a casa.
«Il ritorno in ufficio è molto più difficile del passaggio al telelavoro decretato l'anno scorso», così Thomas Kessler, fondatore della società specializzata nel settore Locatee.

ZURIGO - Vacanze agli sgoccioli, e le scuole riaprono i battenti. Gli uffici, però, rimangono vuoti. Sì, perché come rivela un recente studio della società zurighese Locatee, specializzata in questo ambito, attualmente nel nostro Paese solo il 15% degli spazi di lavoro disponibili sono occupati. Una proporzione notevole, considerando che prima della pandemia questo tasso era pari al 70%, e che dal 26 giugno a questa parte non vige più l’obbligo di lavorare da casa. Impressionante differenza anche rispetto a settembre dello scorso anno, dopo la prima ondata, quando si arrivava al 44%. 

Ancora meno occupazione nei Paesi confinanti - Un 15%, quello svizzero, che si fa notare anche nel confronto internazionale. Sì perché si tratta di un tasso due volte più elevato rispetto al Regno Unito, e superiore anche a quelli di Italia e Francia, ma nettamente inferiore rispetto a quello tedesco, dove ormai, secondo il giornale Schweiz am Wochenende, oltre un quarto degli spazi amministrativi viene nuovamente utilizzato.

Tornare indietro è dura - «Il ritorno in ufficio è molto più difficile del passaggio al telelavoro decretato praticamente da un giorno all'altro nel marzo 2020», analizza Thomas Kessler, fondatore di Locatee, intervistato dal quotidiano svizzero tedesco. La sua convinzione è che il modo in cui vengono utilizzati gli uffici cambierà in modo permanente: «L'ufficio sta diventando sempre più un luogo di incontro», aggiunge. La diminuzione del numero delle singole postazioni di lavoro dovrebbe quindi, secondo Kessler, essere accompagnata da un aumento delle sale riunioni o degli spazi per incontri informali e scambi diretti.

COMMENTI
 
Don Quijote 1 anno fa su tio
Chiamalo lavoro!
seo56 1 anno fa su tio
Sempre più “lazzaroni”
Dalu 1 anno fa su tio
Finalmente ci si rende conto che lavorare da casa porta notevoli benefici, ambientali e anti stress
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