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BASILEAIl 21% degli adulti basilesi ha gli anticorpi contro il coronavirus

26.04.21 - 16:20
Lo scorso ottobre tale quota era ferma al 6%. Gli esperti parlano di impatto delle vaccinazioni
Swiss TPH/Layla Hasler
Fonte ATS
Il 21% degli adulti basilesi ha gli anticorpi contro il coronavirus
Lo scorso ottobre tale quota era ferma al 6%. Gli esperti parlano di impatto delle vaccinazioni

BASILEA - Anticorpi del Covid-19 sono stati rilevati nel 21% degli adulti nei cantoni di Basilea Città e Basilea Campagna. Tale quota è sensibilmente aumentata da ottobre, quando si era fermata al 6%, e da metà febbraio (13%).

Lo studio che lo evidenzia è stato realizzato dall'Istituto tropicale e di salute pubblica svizzero (Swiss TPH). Tale incremento dei test sierologici positivi riflette chiaramente l'impatto delle vaccinazioni, viene spiegato in un comunicato odierno. A Basilea Città, ad avere gli anticorpi è il 24%, percentuale che scende al 19% a Basilea Campagna.

L'effetto delle immunizzazioni è ancora più evidente se si prendono in considerazione solamente gli anziani. Fino a metà gennaio, l'8% degli over 75 aveva gli anticorpi. Un mese dopo si è saliti al 53% e due mesi dopo all'81%.

Stando a Swiss TPH inoltre, i casi di reinfezione presso soggetti già contagiati in passato sono rari. Su 340 persone con un tampone o un esame sierologico positivo, solo quattro hanno svolto due mesi più tardi un test PCR che ha indicato di nuovo la presenza del Covid.

Per quanto riguarda la percezione della popolazione riguardo alle restrizioni introdotte dalle autorità, oltre l'80% delle 10'000 persone che hanno partecipato allo studio renano considerano le misure di confinamento decise dal Consiglio federale come giustificate. Nel loro insieme esse vengono definite negative, anche se alcune loro conseguenze, per esempio il maggior tempo da dedicare alla famiglia, sono giudicate in modo favorevole.

Particolarmente mal sopportati sono stati gli impedimenti nell'ambito dei viaggi e delle attività culturali. Il 6% ha avuto paura di perdere il lavoro, mentre tra luglio e gennaio, stando all'inchiesta, vi è stato un aumento della frequenza di sintomi depressivi gravi. Ciò vale soprattutto per la fascia d'età 18-49 anni e per i cittadini con un redditto basso.

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