Foto Simona Ritter
ULTIME NOTIZIE Svizzera
SVIZZERA
2 ore
Berna ammette un «fastidioso ritardo» nell'ultima fornitura di vaccini
Solo 70'000 dosi di Moderna, sulle 350'000 promesse per questa settimana, sono già arrivate nel nostro Paese.
SVIZZERA
4 ore
Vertice Putin-Biden, anche la Svizzera sarebbe in lizza
Non si sa ancora quando si terrà ma è già un evento storico, Berna non si sbottona ma...
FOTO
SCIAFFUSA
5 ore
No mask in piazza a Sciaffusa
Quasi mille persone si sono riunite per manifestare contro le misure anti-Covid
BERNA
5 ore
Incendio in casa: mamma e cinque bimbi in ospedale
Intervento dei pompieri ieri sra a Pieterlen
SVIZZERA
5 ore
Vaccini e ritardi, la crisi «va gestita da qualcun altro»
Il canton Berna lancia un'esortazione pubblica alla Confederazione. E chiede di esautorare l'Ufsp
BERNA
6 ore
I dati del Comune spariscono nel cloud
Un buco informatico di quattro mesi a Landiswil
SVIZZERA
8 ore
Le FFS tagliano sulle pulizie
Salteranno tra 130 e 150 impieghi, ma ne verranno creati altri, soprattutto nelle grandi stazioni
SAN GALLO
8 ore
Auto contro bici: 27enne in ospedale
Incidente ieri mattina a San Gallo. Al volante un 71enne
ZURIGO
8 ore
La polizia sgombera un party privato con 40 invitati
L'operazione nel cuore della notte a Zurigo. Tutti multati, e denunciati gli organizzatori
SVIZZERA
9 ore
«Bisogna vietare ai circhi di tenere animali selvatici in gabbia»
La richiesta di diverse associazioni animaliste in occasione della giornata nazionale del circo
ZURIGO
11 ore
Decolla per Johannesburg ma dopo due ore riatterra a Zurigo
Problemi tecnici ieri notte per un Airbus che ha volato in tondo sopra alla città prima di tornare sulla pista
SAN GALLO
11 ore
Svolta, ma non vede un ragazzino sui pattini
È successo ieri sera a Grabs (SG), l'11enne è rimasto ferito ed è stato portato via in ambulanza
GRIGIONI
20 ore
Festeggiamenti senza distanze in una scuola grigionese
L'evento con 200-300 allievi ha avuto luogo venerdì mattina nell'aula magna di un istituto di Coira
SVIZZERA
21 ore
Cassis ha messo gli occhi sul vertice Biden-Putin
Il ministro vorrebbe organizzare in Svizzera il possibile incontro tra il presidente americano e quello russo
SVIZZERA
22 ore
Ecco perché all'improvviso il Canada è un paese a rischio
La decisione è stata comunicata dall'UFSP mezz'ora prima che entrasse in vigore
VALLESE
1 gior
Il Barry avrà il suo parco a tema
Uno spazio di 20'000 metri quadri che sarà un luogo per conoscere i cani San Bernardo
SVIZZERA
1 gior
I test fai da te potrebbero salvare gli eventi estivi
Nonostante i previsti allentamenti, il settore chiede una maggior sicurezza per pianificare il proprio futuro.
OBVALDO
1 gior
Sottraevano nottetempo auto e moto: adolescenti nei guai
La polizia ha scoperto che i giovani hanno percorso indisturbati centinaia di chilometri
SVIZZERA
1 gior
Aggiunto il Canada alla lista dei paesi a rischio
Le restrizioni sono in vigore dalle 18 di oggi. L'UFSP lo ha comunicato mezz'ora prima
SVIZZERA
1 gior
Moderna conferma la “versione Lonza” di Berset
ll vicepresidente della società: «Vendiamo dosi di vaccino, non linee di produzione»
SVIZZERA
1 gior
«Nella gestione della crisi vanno coinvolti i giovani»
È quanto chiede la Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio nazionale
ZERMATT
1 gior
Precipita in montagna, muore un 17enne
Il giovane stava aggiustando gli attacchi dei suoi ramponi, quando ha perso l'equilibrio ed è caduto nel vuoto.
SONDAGGIO
SVIZZERA
1 gior
È ora di passare a un Consiglio federale con nove membri?
In questo modo sarebbe possibile includere adeguatamente nel Governo tutte le forze politiche
SVIZZERA
01.09.2020 - 21:350
Aggiornamento : 23:40

Il congedo di paternità? «Ce lo possiamo permettere»

A tu per tu col direttore UFAS sulla proposta in votazione il prossimo 27 settembre

Per la soluzione è prevista una spesa annuale di 230 milioni di franchi

di Redazione
20 Minuten

BERNA - Il congedo di paternità di due settimane? La proposta elvetica, che passerà dalle urne il prossimo 27 settembre, piace alla maggioranza della popolazione. Ma non mancano i dubbi: c'è chi vorrebbe un congedo ben più lungo (l'iniziativa popolare puntava, per esempio, a quattro settimane) e chi ritiene che la misura non sia finanziariamente sostenibile.

Ecco dunque le considerazioni di Stéphane Rossini, direttore dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS).

La Svizzera si trova confrontata con una crisi legata alla pandemia. L’economia fa fatica e anche le entrate delle organizzazioni sociali sono in calo. Proprio in questo momento la Svizzera opta per un nuovo progetto sociale per quanto riguarda il congedo di paternità. La votazione non arriva in un momento sbagliato?
«Non credo. La nascita di un bambino è un evento importante. È una cosa bella sia per le mamme che per i papà. La società ha iniziato a cambiare negli ultimi decenni. Le aspettative dei padri sono alte. Dobbiamo essere all'altezza di queste aspettative, motivo per cui è stata presentata l'iniziativa popolare che prevedeva quattro settimane di congedo paternità. Il Parlamento ha deciso due settimane nella controproposta. Lo sviluppo sociale è molto importante, si possono comprendere le aspettative dei padri. Non possiamo fare un confronto tra congedo di paternità e strumenti come AVS e AI. Le assicurazioni sociali sono molto ben strutturate. Certo, la crisi del coronavirus ha originato molti problemi. Cerchiamo di sviluppare soluzioni per questo. Abbiamo una soluzione completamente diversa per il congedo di paternità, in quanto non vi è alcun collegamento con la crisi legata alla pandemia o alla compensazione del reddito per i lavoratori autonomi».

Anche lei è genitore. Avrebbe desiderato un congedo di paternità?
«A causa del mio lavoro non ho potuto essere sempre presente dopo il parto. Uno degli obiettivi del congedo di paternità è chiaramente un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata. Non è facile. Un altro obiettivo è compensare le disuguaglianze: ci sono padri che ricevono diversi giorni o addirittura settimane di ferie, mentre la stragrande maggioranza riceve uno o due giorni al massimo. Questa disparità di trattamento non è più ammissibile oggi».

Sono soprattutto le persone altamente qualificate che beneficiano dell’attuale situazione normativa?
«Sì. Quindi è ora importante trovare una regolamentazione uniforme per tutto il paese».

In altri paesi il congedo di paternità è più lungo. Possiamo definire la Svizzera arretrata da questo punto di vista nel confronto con la situazione internazionale?
«Sì. In Svizzera abbiamo sempre problemi con la politica familiare. Per molto tempo abbiamo fatto politica familiare solo attraverso gli assegni familiari. Poi abbiamo sviluppato gli asili nido. Ora la politica familiare sta facendo un altro piccolo passo. Ma è così: rispetto ad altri paesi, la Svizzera non è proprio in un’ottima posizione. Siamo un Paese federale e le molte competenze spettano ai Cantoni, il che rende difficile trovare una soluzione uniforme».

Qualcuno pensa che due settimane di congedo siano uno presa in giro. Non è troppo poco?
«Si tratta di una valutazione politica. L'iniziativa chiedeva quattro settimane. Abbiamo cercato un compromesso, proponendo due settimane. Dire che due settimane di congedo paternità sia uno scherzo mi sembra, tuttavia, un'esagerazione. Si tratta di qualcosa di fondamentale per le persone interessate. Oggi i padri di solito hanno solo un giorno o due di ferie. Il passo verso le due settimane è molto importante, anche per il rapporto tra padre e figlio. Ciò può anche ridurre la disuguaglianza tra le madri e i padri. Questo progresso non deve essere sottovalutato».

La madre ha diritto a quattordici settimane. I papà - qualora dovesse passare il sì - beneficerà di due settimane. Non avrebbe più senso prevedere un congedo parentale? Come giudica questo tipo di soluzione?
«È sicuramente qualcosa d'interessante. Ma non è questo il punto della politica oggi. Ci sono molti modelli interessanti in quest'area. Non dobbiamo dimenticare: la discussione è iniziata con l'iniziativa popolare per quattro settimane di congedo di paternità, ora abbiamo trovato una soluzione con due settimane. Naturalmente, anche dopo il voto, è necessaria un'ulteriore riflessione sui vari modelli».

I padri potranno prendersi questo congedo entro sei mesi. In Svezia invece un padre ha sedici mesi di ferie, da poter prendere fino a quando il bambino ha otto anni. Quali sono i vantaggi di un tale modello?
«Non voglio parlare dei pro e dei contro. C'è una visione completamente diversa dietro a questo modello. In Svezia e in altri paesi, le persone pensano alla politica familiare in modo del tutto differente rispetto alla Svizzera. Qui la politica familiare è spesso vista come una questione privata, in altri paesi è più un fatto pubblico. In Svizzera c’è sempre stata una lotta, con gli assegni familiari o il finanziamento degli asili nido e ora anche con il congedo di paternità. Gli avversari pensano che due settimane siano già troppe. Non è facile trovare una soluzione».

Cosa comporta il congedo di paternità in termini di parità. Le disparità salariali ad esempio verranno ridotte?
«Comporta che da un lato il padre ha una meravigliosa opportunità di trascorrere del tempo con suo figlio. Non dobbiamo sottovalutare questo aspetto. All'inizio della vita è molto importante che i genitori siano presenti. Oggi molti padri sono frustrati dal dover tornare a lavorare dopo due giorni. È importante ridurre le differenze tra le diverse soluzioni offerte dalle aziende. Una o due settimane di ferie sono eccezioni. Lo stipendio è garantito con il congedo di paternità, i padri ricevono l'80 per cento della paga durante queste due settimane».

Chi diventerà papà a dicembre potrà già approfittare dei benefici del sì?
«No, purtroppo per lui il nuovo congedo di paternità entrerà in vigore solo a gennaio 2021».

Se si diventa papà di due gemelli, il congedo raddoppierà?
«No, ci saranno sempre e solo due settimane di ferie».

I partiti di destra e le associazioni di categoria hanno lanciato un referendum contro le due settimane di ferie parlando di “vacanza gratuita per pochi”. È così?
«No. Come è stato detto più volte le prestazioni costano 230 milioni di franchi all'anno e possiamo affrontare questa spesa senza problemi. È anche un vantaggio per le PMI: senza un congedo di paternità regolamentato dalla legge, spesso non possono offrire alcun congedo ai propri dipendenti. Ciò aumenta l'attrattiva delle PMI svizzere».

Quanto saranno gli oneri amministrativi?
«Dovrebbe riguardare all’incirca 90'000 pagamenti all'anno. Non è molto lavoro».

Il congedo paternità riguarda solo i padri biologici o anche quelli adottivi?
«I padri adottivi non ricevono alcun congedo».

Concludiamo con la crisi legata alla pandemia da Covid-19. In che misura il lockdown ha colpito le organizzazioni assistenziali?
«È molto, molto difficile fare stime accurate in questo momento. All'UFAS abbiamo fatto alcune stime e le abbiamo presentate al Consiglio federale. È chiaro: la situazione sarà difficile quest'anno e probabilmente lo sarà anche nel 2021 e nel 2022. Ci auguriamo che l'economia si riprenda in seguito. Facciamo stime ogni sei mesi. Ma vorrei che fosse chiara una cosa: le rendite come AVS, AI o prestazioni complementari non sono a rischio. Possiamo pagare questi servizi negli anni a venire. La popolazione deve avere fiducia in questo sistema. La sicurezza sociale in Svizzera è solida. Ma è già chiaro che diminuiranno i contributi dei datori di lavoro e dei dipendenti. L'economia dovrebbe riprendersi dopo il 2022. Ci sono già segnali positivi in tal senso. Ma se il virus persiste a lungo termine, tutto sarà più difficile».

Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter

TikTok


Copyright © 1997-2021 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2021-04-17 19:46:52 | 91.208.130.85