Paolo e Nathan Terraneo, una vita a tutto gas

Padre e figlio uniti dalla velocità: la storia dei Terraneo tra sacrifici e vittorie
Padre e figlio uniti dalla velocità: la storia dei Terraneo tra sacrifici e vittorie
BIASCA - Per Paolo e Nathan Terraneo i motori non sono solo una questione di cilindri e velocità, ma il ritmo stesso della vita. Padre e figlio, uniti da un legame che trova la sua massima espressione tra i cordoli e l’odore di gomma, hanno scelto la pista come loro seconda casa. Questa passione ha un nome e un’anima: il Machia Racing. Fondato da Paolo nel 2004, il team è il frutto di oltre vent’anni di sogni e lavoro incessante.
«I motori? Mi sono sempre piaciuti - racconta Paolo - Già in tenera età anni, a 10/12 anni, smanettavo con i motorini. Da lì ho capito che era qualcosa di più di una semplice passione. A 14-15 anni ho iniziato ad aggiustare qualche moto e a guidare le prime moto da cross, con cui ho disputato anche alcune gare in campagna». Una passione che ha presto coinvolto anche il figlio: «Ho iniziato a girare nel piazzale di casa quando mia mamma mi ha chiesto se un giorno mi sarebbe piaciuto provare. Da lì è cominciato tutto», racconta invece Nathan, classe 2011, oggi impegnato nei campionati europeo e svizzero di Supermoto e vincitore del campionato europeo SM Junior nel 2024.
L’ascesa è stata rapidissima: «È arrivato molto in fretta a certi livelli, anche perché ha iniziato presto - continua il padre - A 4 anni ha disputato la sua prima gara nel campionato svizzero, vincendo poi nelle categorie 50cc, 65cc e 85cc. Il suo è stato un percorso graduale. Nonostante questo, gli ho sempre detto che non deve essere una forzatura e che non deve farlo per me».
Le prestazioni hanno attirato l’interesse di alcuni team europei: «Sì, in questi anni qualche offerta è arrivata. Una l’abbiamo accettata: oggi, infatti, Nathan non corre più per il Machia Racing, ma per lo Stingracing, la Yamaha ufficiale svizzera. Questo però non cambia il mio ruolo: resto il suo meccanico ufficiale. Vi racconto un aneddoto che mostra quanto sia bravo... L’anno scorso è passato alla 250 e, visto che la sua prima gara era in programma proprio il giorno prima del suo compleanno, da regolamento abbiamo dovuto noleggiare una 125 poco performante. Alla prima uscita con la 250 ha poi conquistato subito la pole position e la vittoria, dimostrando che sin da subito tutto il suo valore».
Il lavoro da fare, soprattutto dietro le quinte, è tanto. «L’impegno fisico ed economico è davvero importante. Non ho mai un giorno libero, ma è un grande piacere lavorare per mio figlio. Posso dire di averlo formato a 360 gradi: lo preparo fisicamente e tecnicamente, e mi occupo anche del mezzo con cui gareggia. È un lavoro pesante, ma lo faccio con passione. In famiglia amiamo dire che per noi è uno stile di vita. Ci sentiamo così bene sul circuito».
Davide MessoraTanto lavoro che fanno rima con tante (anzi tantissime) soddisfazioni: «Quando lo vedo girare, l’orgoglio è enorme. Sono fiero dell’impegno che ci mette e dei risultati che ottiene. Vederlo davanti è qualcosa di speciale per un padre. Ancora di più sapendo che la moto con cui gareggia è competitiva ed è stata affinata da noi. A volte riusciamo a stare davanti anche ai team ufficiali: è davvero una grande soddisfazione. Ancora di più perché, nel nostro sport, il pilota fa ancora una grande differenza, mentre nella Formula 1 o nella MotoGP il mezzo incide moltissimo».
Qual è la chiave per tenere in piedi, da ormai vent’anni, un team come il tuo? «La costanza, la dedizione e la passione: sono questi i tre pilastri che ci hanno permesso di andare avanti. Con Nathan, uno dei piloti più apprezzati a livello europeo della sua età, non possiamo fermarci: sarebbe un peccato per lui. Facciamo grandi sacrifici per portare avanti questa avventura».
Nel weekend del 9/10 maggio il campionato svizzero farà tappa ad Ambrì. «Corriamo in casa e siamo contenti. Partiremo però un po’ svantaggiati: Nathan scenderà in pista con una 250 da 40-50 cavalli, mentre altri piloti gareggeranno con delle 450 che hanno una ventina di cavalli in più. Se è possibile l'exploit? Sì è possibile, ma non sarà facile: ad Ambrì arriveranno infatti dei piloti davvero forti, anche se in passato mio figlio ha già dimostrato di poter battere le 450. Concludo con un appello: passate a trovarci nel nostro stand... Abbiamo preparato dei cappellini e ci saranno foto e poster autografati, oltre che alcuni omaggi per il pubblico».
Infine ecco qual è il grande obiettivo di Nathan: «Vincere un Mondiale nei prossimi anni e provare, già dall’anno prossimo, il salto nel Mondiale Rookie».






