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Stipendi&CO: situazione debitoria pesante a Bellinzona

Diverse centinaia di migliaia di franchi di “scoperto” a marzo. E ora di giugno sarà molto peggio
TI-Press
Stipendi&CO: situazione debitoria pesante a Bellinzona
Diverse centinaia di migliaia di franchi di “scoperto” a marzo. E ora di giugno sarà molto peggio
Le azioni della SA non sono in mano a Trujillo. Sono depositate come pegno.
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BELLINZONA - Il campionato sta raccontando una storia estremamente triste, caratterizzata da prestazioni spessissimo modeste, sconfitte in serie (siamo a quota 18 in 28 partite) e l’ultimo posto in classifica a dieci punti dallo Stade Nyonnais, ovvero la rivale più vicina. A Bellinzona non sono in ogni caso i numeri legati al campo - e parlando di campo questa sera (alle 19.30) i granata saranno impegnati in quel di Vaduz - quelli che fanno preoccupare maggiormente. I conti societari - mai floridi a dire il vero vista già la difficoltà nell’ottenere la minilicenza - presentano infatti criticità evidenti.

Lasciando da parte per un attimo la questione del passaggio di proprietà - secondo nostre informazioni almeno una tranche dei pagamenti a Pablo Bentancur Jr. non è stata corrisposta nonostante i termini siano scaduti - la SA sta facendo fatica a far quadrare i conti. E questo usando un eufemismo. L’incontro con la Lega, preannunciato a metà dello scorso mese, ha permesso a Juan Carlos Trujillo e ai suoi di sbloccare più della metà della garanzia depositata e, con quei soldi, di coprire presumibilmente parte delle spese previste per gennaio e febbraio. Quell'operazione ha regalato una boccata d’ossigeno ma non certo risolto una situazione debitoria estremamente difficile. 

Documenti alla mano, il 31 marzo scorso il Bellinzona era infatti in ritardo con i pagamenti per diverse centinaia di migliaia di franchi. I creditori? I più disparati. Dalle Autorità comunali a quelle federali, e poi dipendenti (gli stipendi), compagnie di assicurazione, cliniche e commercianti. E la situazione è destinata a complicarsi ulteriormente da qui al 30 giugno quando, a meno di un intervento forte da parte della proprietà, chiamata a immettere denaro nelle casse societarie, il debito supererà (e anche di molto) il milione di franchi.

Cosa attendersi ora? Che, come sta facendo con puntualità con l'Eldense in Spagna, Trujillo onori gli impegni presi la scorsa estate e confermati lo scorso mese. Perché questa è l’unica possibilità che hanno nella Capitale per pensare di programmare un futuro che non sarà in Super League - nonostante la “Fede nel destino” più volte ripetuta - ma che, a meno di miracoli, potrà almeno essere in Promotion League. Alternative a un bonifico sostanzioso del dirigente colombiano, infatti, non ce ne sono. Non si può neppure ipotizzare un rientro di Bentancur Jr. che, provato dalle tante battaglie combattute (con il Municipio e con una parte del tifo), ci ha confermato di non avere alcuna intenzione di tornare in sella. E questo nonostante ne abbia legalmente la possibilità. Già perché le azioni della SA non sono mai fisicamente finite nelle mani di Trujillo. Sono rimaste in garanzia, come pegno manuale, nello studio dell’avvocato Luca Trisconi. E siccome l’ex proprietario non ha ricevuto interamente quanto pattuito, potrebbe tornare in gioco avviando una semplice procedura esecutiva per la realizzazione di tale pegno. Non accadrà.

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