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L'OSPITE

Nuove regole per i collaudi, a Camorino raduno di mezzi pesanti da 40 tonnellate

Marco Tepoorten, Luciano Franzosini SA - Chiasso
Foto Ti-Press Samuel Golay
Nuove regole per i collaudi, a Camorino raduno di mezzi pesanti da 40 tonnellate
Marco Tepoorten, Luciano Franzosini SA - Chiasso
La situazione congiunturale del momento dovrebbe spingere chi ci governa a prendere decisioni volte al miglioramento delle condizioni generali: diminuire il peso della burocrazia, snellire le pratiche amministrative, tagliare i costi inutili ed ...

La situazione congiunturale del momento dovrebbe spingere chi ci governa a prendere decisioni volte al miglioramento delle condizioni generali: diminuire il peso della burocrazia, snellire le pratiche amministrative, tagliare i costi inutili ed altre misure volte a migliorare la produttività dei vari settori economici. Cosi’ quando mi sono informato circa la nuova procedura per il “collaudo periodico dei veicoli pesanti e dei loro rimorchi” mi aspettavo istintivamente qualche miglioramento della procedura: con stupore ho dovuto ammettere che non c’è limite al peggio! Se c’era una qualche possibilità di peggiorare la metodologia già esistente, ebbene gli esperti del Consiglio Federale l’anno centrata in pieno!

 

Partiamo dalla normativa ormai entrata in vigore dal 1 settembre 2013: “Dal 1 settembre 2013 gli autocarri, i trattori a sella pesanti e i loro rimorchi dovranno essere presentati al collaudo carichi, con un peso effettivo corrispondente ad almeno il 75% del loro peso totale”.

In pratica tutte le aziende di trasporto, che fino a prima dell’introduzione della nuova prassi andavano a Camorino - Bellinzona - con il solo trattore a Sella per fare il collaudo (circa 6 tonnellate), dal 1 settembre devono andare con un mezzo a pieno carico (da 19 a 25 tonnellate).

 

Far circolare mezzi a pieno carico comporta degli aggravi sia in termini di mero costo per le aziende che per l’ambiente: le aziende di trasporto devono a questo punto trovare della merce da caricare su tutti i gli automezzi per poter effettuare il collaudo.

Non è assolutamente plausibile pensare di caricare la merce dei clienti per sottoporsi alla revisione in quanto la stessa non è assicurata contro eventuali danni al carico occorsi durante la revisione: i trasportatori ricevono mandato dai clienti per trasportare la merce da un luogo all’altro e non per sottoporre i propri mezzi alle revisioni periodiche. Risulta impensabile anche ipotizzare di fare il collaudo a Camorino durante il tragitto di una tratta, ad esempio, da Chiasso ad Airolo: l'assicurazione non pagherebbe eventuali danni alla merce.

Inoltre gli operatori del centro di Camorino ci confermano telefonicamente che non dispongono di rimorchi carichi, quindi ognuno deve presentarsi con il proprio rimorchio carico. In poche parole tutti i trasportatori devono cercarsi dei mattoni o delle pietre dalle Cave della Maggia?

 

E poi, ammesso e non concesso che si riesca a trovare il carico per effettuare il collaudo, coloro che hanno partorito questa normativa shock si rendono conto del maggior costo che le aziende dovranno sostenere per far circolare dei mezzi carichi solo per effettuare il collaudo?

Nel nostro settore ci sono anche aziende che effettuano trasporti eccezionali: prima di tutto, come faranno a raggiungere il peso massimo del loro rimorchio speciale che ha una portata da 30 a 50 tonnellate e oltre, e quali maggiori costi in termini di carburante dovranno sopportare queste aziende?

Sarebbe stato auspicabile dotare il centro collaudo di attrezzature per caricare il mezzo sul posto.

 

Per di più va aggiunto che i collaudi annuali si possono fare solo dal lunedì al venerdì (in altri Cantoni è possibile prenotarli anche di sabato) con la conseguenza che noi trasportatori sacrificheremo delle risorse aziendali (mezzi ed autisti) durante la settimana lavorativa senza trarne alcun profitto e con le relative perdite economiche.

Anche qui, sarebbe stato auspicabile dare la possibilità agli operatori di effettuare i collaudi anche nella giornata di sabato, piuttosto pagando un sovrapprezzo rispetto al prezzo della prestazione normale, ma sarebbe stato ben accolto pur di evitare parte dei costi dovuti al “fermo camion” durante la settimana.

 

Chi pagherà per tutti i costi aggiuntivi che l’intero settore dovrà sopportare?

Vogliamo poi parlare dell’impatto ambientale di questo scempio? Semplice, ci basterà pensare a quante aziende di trasporti dipendono oggi dal centro collaudi di Camorino ed alla totalità dei loro mezzi che vanno sottoposti alla revisione annuale…il tutto chiaramente a pieno carico!

 

Chi pagherà per il maggiore inquinamento ambientale?

Sarebbe indispensabile un approfondimento su questo tema, magari coinvolgendo anche le associazioni di settore per migliorare questa novità settembrina.

 

E’ triste dover ammettere che la risposta alle due domande appena poste è sempre la solita: i maggiori costi li pagheranno le aziende, mentre per l’inquinamento pagheremo tutti indistintamente. Unica nota ironicamente positiva sarà che almeno daremo del lavoro aggiuntivo allo Stato, cosi’ si potrà assumere altro personale…peccato che tutto questo causerà anche dei costi ai contribuenti!

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