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Fumo, dopo il divieto è boom per i Narghilè

Foto d'archivio
Fumo, dopo il divieto è boom per i Narghilè
ROMA - In Egitto lo chiamano ''shisha'', in marocco ''hookah'', ma ovunque e' conosciuto come ''narghile'': la  caratteristica pipa ad acqua che si fuma in compagnia in locali  dall'atmosfera da Mille e una notte dall'Oriente ora e' ap...

ROMA - In Egitto lo chiamano ''shisha'', in marocco ''hookah'', ma ovunque e' conosciuto come ''narghile'': la  caratteristica pipa ad acqua che si fuma in compagnia in locali  dall'atmosfera da Mille e una notte dall'Oriente ora e' approdata  anche in Italia, dove si comincia a registrare un vero e proprio boom  di locali dove e' possibile godersi qualche ora di relax. Un surrogato esotico e suggestivo per chi rimpiange sigaro e sigarette al bar davanti a un caffe', messi fuori legge un anno fa.

Il termine ''narghile''' viene dall'arabo ''narghila'', che  indica il nome della particolare pipa ad acqua, o meglio, del suo  contenitore. Basta mettere un blocchetto di tabacco impreganto di  melassa sopra il piattino con la brace e il fumo generato giunge alla  bocca del fumatore attraverso un tubicino flessibile. A questo punto,  superato qualche ''problema tecnico'', il rito dello ''shisha'', come  e' piu' frequentemente chiamato il narghile', specie in Egitto, puo'
avere inizio ed e' un momento di immediata condivisione e tolleranza,  bisogna infatti aspettare qualche minuto prima che esca il fumo.  Chiacchierare nell'attesa che tutto sia pronto, socializzare: fumare  il narghile' e' l'esatto contrario insomma del rito solitario della  piu' classica sigaretta all'italiana, oggi generalmente consumata in
fretta, da soli e, come impone la legge, fuori dai locali. E' proprio  partendo da questa considerazione che i commercianti italiani hanno  fiutato l'affare.

 Cosi', dopo secoli di confinamento nelle zone del Medio Oriente e il contatto avuto con occasionali consumatori  americani ed europei, nel 1999 un ragazzo egiziano che studiava in  California ha portato come souvenir ai suoi amici statunitensi qualche narghile'.

Ora Murad Askar e' amministratore delegato di ''Hookah  brothers'' e spedisce narghile' in 47 stati americani, del sud Africa
e della Corea. Da qui il passo verso l'Europa e' stato relativamente  breve, ed ora gli shisha bar trovano posto anche nelle grandi citta'  italiane. Camminando per le strade di Milano, ad esempio, e' sempre  piu' frequente essere avvolti da profumi insoliti, prodotti da un  narghile' con un ormai globalizzato piattino metallico ''made in  China''.

''L'idea di aprire uno spazio shisha bar all'interno del nostro  albergo - riferisce all'ADNKRONOS dal Carlton hotel Baglioni Stefano  Innocenti - e' nata da un viaggio che ho compiuto in Medio Oriente, in cui ho potuto provare di persona il narghile', e dal fatto che,  sicuramente a Milano ma credo anche nel resto d'Italia, gli shisha bar sono davvero rari. Io mi ero divertito assaporando il narghile' e ho  pensato di offrire questa esperienza gradevole ai clienti del mio  hotel e non solo.

''E' stata la mia passione per il mondo arabo a  spingermi ad aprire un narghile' bar - dice all'ADNKRONOS Pippo Papa
dello ''Shisha narghile' bar'' di Napoli - e ho avviato la mia  attivita' due anni fa, credo tra i primi in Italia''.

Di narghile' bar non ce ne sono ancora molti in Italia e sono  per il momento concentrati nelle grandi citta'. ''Il mio locale -  prosegue Pippo Papa - credo sia l'unico a Napoli e il primo, quanto  meno per fama, al centro sud. Non ci siamo fatti una grossa  pubblicita', ma il passa parola ci ha aiutato tantissimo. E il fatto  che il locale sia in crescita lo dimostra''.

I narghile' bar attirano una clientela molto eterogenea e che  varia a seconda del tipo di locale. ''La nostra clientela -
riferiscono dal Carlton hotel di Milano - e' abbastanza selezionata anche perche' siamo in una via molto centrale della citta', via della  Spiga. In genere si tratta di manager o gente del mondo della moda tra i 35 e i 45 anni. Il narghile' non si paga a parte ma rientra nel  prezzo della consumazione che parte dai 15-20 euro. Abbiamo molti  clienti arabi, a Milano per lavoro e in particolare molte donne  medio-orientali''. E si', perche' il narghile' diventa spesso simbolo
di emancipazione per la popolazione femminile araba, che nei paesi  piu' integralisti vede negarsi la possibilita' di usufruire di questo  rito socializzante.

''La nostra politica - dicono allo ''Shisha  narghile' bar'' di Napoli - e' quella di mantenere bassi i prezzi per
permettere soprattutto ai giovani di venire. Per fumare il narghile'  si puo' spendere tra i 2 o 3 euro. Poi nel nostro locale si puo' cenare e assistere alla danza del ventre''.

In effetti il rito del narghile' in genere viene consumato dalle popolazioni arabe alla fine di un pasto, a conclusione di una serata  dedicata alla comunione del cibo ma anche del pensiero. In ogni caso  ci sono delle regole precise da seguire per il buon fumatore di  narghile', come non passare mai il narghile' direttamente ad un'altra  persona senza averlo prima posato o non posizionare l'attrezzatura  dello shisha al di sopra del livello in cui ci si trova. E' poi  sconsigliato accendere la sigaretta dal carbone dell'hookah e  utilizzare il tabacco secco al posto del ''mu'assel'' in grado di evitare l'irritazione della gola.

''Il tabacco utilizzato nel narghile', contrariamente a quanti  molti pensano, e' molto piu' leggero rispetto a quello delle sigarette - dice Pippo Papa - e poi c'e' poca nicotina, che genera dipendenza.  Non si puo' neanche definire tabacco e per questo puo' essere utilizzato nei locali. Proprio per questo molti dei nostri clienti non sono fumatori abituali di sigarette e non abbiamo mai neanche avuto  nessun tipo di problema durante i controlli sulla regolarita' del
locale''.

E su questo il parere degli appassionati di  narghile' contrasta con quello della medicina corrente, che invita a
non sottovalutare il pericolo per la salute: proprio per la sua  leggerezza, si tende ad aspirare molto di piu' i fumi dello shisha,  facendone cosi' svanire tutti gli eventuali vantaggi dati dalla scarsa presenza di nicotina.

''La nostra inziativa - afferma Stefano Innocenzi da Milano - si e' svolta solo nella stagione estiva, sulla terrazza all'aperto del  nostro hotel, quindi non abbiamo avuto modo di affrontare il problema  del divieto di fumo nel locale pubblico. Abbiamo dato la possibilita'  alla nostra clientela di immergersi completamente in un ambiente orientaleggiante, grazie anche al personale di origine araba. Il narghile' veniva preparato da un nostro collaboratore marocchino,
anche se i veri maestri shisha sono generalmente egiziani. Anche lo strumento che utlizziamo e' originale marocchino. Dato come e' andata bene la stagione estiva 2005, contiamo di replicare anche quest'anno
l'esperienza''.

''Della preparazione del narghile' secondo le regole dello shisha - dice Papa - se ne occupa un ragazzo del Marocco, per cercare di restituire ai nostri clienti l'originale atmosfera che si puo' trovare nei narghile' bar medio-orientali. Siamo felici di come sta andando il locale e non pensiamo di avere problemi per l'apertura di altri bar del genere''.

L'attrazione fatale tra oriente e occidente sembre trovare un altro punto di contatto tra due culture e due mondi solo poco tempo fa realmente isolati, scoprendo anche il lato positivo della   globalizzazione. Bastera' seguire un filo di fumo e un profumo  d'oriente, senza preoccuparsi di divieti e leggi anti fumo.


 

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