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STATI UNITIArmi, stragi e bambini. Da Hollywood si chiede lo stop

14.06.22 - 20:00
Più di 200 professionisti di cinema e serie tv chiedono che l'uso delle pistole venga riconsiderato nelle produzioni
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STATI UNITI
14.06.22 - 20:00
Armi, stragi e bambini. Da Hollywood si chiede lo stop
Più di 200 professionisti di cinema e serie tv chiedono che l'uso delle pistole venga riconsiderato nelle produzioni

HOLLYWOOD - Decine di migliaia di morti all'anno. Solo nel 2020, più di 45mila persone sono morte a causa di un'arma da fuoco negli Usa. Al momento, il bilancio del 2022, per i primi sei mesi dell'anno, è di 250 sparatorie registrate. Centinaia di professionisti del cinema e della tv hanno firmato una lettera aperta perché venga riconsiderato l'uso di armi su piccolo e grande schermo.

L'ultima strage più violenta è stata quella di Uvalde. Il 24 maggio 19 bambini e due insegnanti sono stati uccisi in un assalto a una scuola elementare. Il 14 maggio, appena dieci giorni prima, è stato perpetrato in un supermercato quello che si sospetta essere un crimine d'odio. Il bilancio: dieci morti. Questi sono solo esempi delle stragi che nell'ultimo mese hanno avuto più eco, ma ogni giorno negli Stati Uniti e più di una volta al giorno, qualcuno muore a causa di un'arma da fuoco.

Per questo dei professionisti del cinema e della Tv si sono uniti in una lettera aperta perché l'uso delle armi venga riconsiderato. Non perché le pellicole di piccolo e grande schermo siano la causa delle stragi, ma perché hanno il potere di influenzare la realtà.

Pubblicata su Brady United e firmata, tra gli altri, da Adam Brody, Shonda Rhimes e Julianne Moore, nella lettera si legge: «Temi come il fumo, la guida in stato di ebrezza, la cintura allacciata in auto e il matrimonio per tutti hanno tutti subito un'evoluzione grazie all'influenza di film e serie tv. Ora è il momento di affrontare la questione sicurezza in materia di armi».

I firmatari, che includono anche vincitori di Emmy e Academy Awards, espongono poi in tre punti ciò che deriderebbero cambiasse. «Possiamo usare la nostra creatività per mostrare in che modo possedere un'arma in modo sicuro e quali sono le conseguenze di un uso e di una gestione impropria». In particolare propongono che i personaggi mettano sempre la sicura alle armi e che siano inaccessibili ai bambini.

Durante la pre-produzione del film, scrivono, «sarebbe opportuno discutere del modo in cui le armi verranno rappresentate sullo schermo e se ci sono alternative che non vadano ad intaccare l'integrità narrativa. Infine, spiegano, è importante che «le scene in cui vedono pistole e bambini siano rare, perché va tenuto a mente che al momento negli Stati Uniti la prima causa di morte per adolescenti e bambini è proprio da imputare alle armi».

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