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«Una casualità può cambiare la vita, ma bisogna essere pronti ad accoglierla»
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24.01.2022 - 06:000

«Una casualità può cambiare la vita, ma bisogna essere pronti ad accoglierla»

A tu per tu con Silvio Soldini in occasione dell'uscita del suo nuovo film “3/19” nelle sale ticinesi dal 25 gennaio

LUGANO - Uno schianto nella notte, una passante investita da uno scooter sulle strisce. Lei si rompe un braccio, il passeggero del due ruote invece se la vede assai peggio: picchia la testa e muore. Si scopre che è un sans-papier e per la donna inizia un viaggio in cerca della sua identità (inteso come di lui, ma anche di lei).

È questa la miccia alla base di “3/19” il nuovo film del regista Silvio Soldini che questo martedì 25 gennaio sarà proiettato in anteprima alla Lux Art House.

«L'idea parte da un aneddoto personale della mia sceneggiatrice Doriana Leondeff, io era da un po' che volevo fare un film giallo un po' thriller, ma non trovavo sbocchi. Questa idea di un'indagine che si trasforma in un viaggio di rinascita invece mi ha subito convinto».

Un viaggio che dalla skyline milanese porta ad aree della città cinematograficamente inedite: «Camilla (una brava Kasia Smutniak, ndr.) è abituata a guardare la città dall'alto, è una donna in carriera lanciatissima, per cercare la verità dovrà invece portarsi a livello del suolo (se non del sottosuolo) scoprendo un mondo completamente diverso dal suo».

Un evento improvviso che ti porta a una ridiscussione radicale del sé, è uno dei temi forti delle opere soldiniane. Il caso può davvero essere un così profondo motore di cambiamento? «Io credo di sì, sta anche a noi essere pronto a coglierlo. Nel caso della protagonista, a indirizzarla sarà una ferita che porta con sé da tempo e non ancora completamente cicatrizzata».

Camilla è una donna d'acciaio che scoprirà la sua fragilità, un personaggio che calza bene a Smutniak: «Sin dai primi provini di lei mi ha convinto questa sua durezza, questa corazza che ha e quella forte determinazione che si cela dietro alla sua bellezza», continua Soldini, «quella che poi abbiamo dovuto scoprire assieme è invece la parte più emotiva del personaggio, che emerge col procedere della storia e della crescita fino alla completa deflagrazione».

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