Keystone
STATI UNITI
25.11.2020 - 10:400
Aggiornamento : 11:16

Meghan ha avuto un aborto

A parlarne apertamente è la stessa duchessa del Sussex: «Sapevo quello che stava succedendo»

LOS ANGELES - Meghan ha subito un aborto lo scorso luglio. A parlarne è la stessa duchessa del Sussex attraverso una lettera pubblicata sul New York Times. «Era una mattina di luglio, iniziata come tante altre: preparo la colazione, do da mangiare ai cani, prendo le vitamine, trovo quel calzino mancante... e prendo mio figlio dalla culla» racconta Meghan. «Dopo aver cambiato il pannolino ho sentito un forte crampo. Mi sono lasciata cadere a terra con lui tra le mie braccia, canticchiando una ninna nanna per tenerci calmi entrambi. Sapevo, mentre stringevo il mio primo figlio, che stavo perdendo il secondo».

Meghan si è soffermata anche sul tabù e la paura che regna attorno all'aborto: «Nel dolore della nostra perdita io e mio marito abbiamo scoperto che dal 10 al 20% delle donne ha sofferto di aborto spontaneo. Eppure, nonostante la sconcertante comunanza di questo dolore, il tema rimane un tabù, pieno di vergogna (ingiustificata), che alimenta un ciclo di lutto solitario». 

La duchessa del Sussex racconta anche l'esperienza in ospedale: «Stringevo forte la mano di mio marito, e sentivo l'umidità del suo palmo. Gli ho baciato le nocche e ho sentito che erano bagnate dalle nostre lacrime. Seduta in un letto di ospedale, guardando il cuore di mio marito che si spezzava mentre cercava di tenere insieme i miei pezzi ormai in frantumi, ho capito che l'unico modo per iniziare a guarire prima è chiedere "stai bene?"». 

Quella che appare tra le righe è una donna che ha sofferto, ma che allo stesso tempo ha deciso di parlarne, perché questo 2020 ha già creato troppo dolore, e l'isolamento non aiuta a trovare conforto. Buona parte della lettera parla proprio dell'assurdità di questo strano anno, che forse ci ha insegnato a soffrire, ma ci ha anche divisi, sia fisicamente che ideologicamente. 

Nella lettera Meghan ripercorre le tragedie che hanno sconvolto gli Stati Uniti e non solo, dal caso di Breonna Taylor a quello di George Floyd, fino al coronavirus. «Sembra che non siamo più d'accordo su ciò che è vero. Non stiamo solo litigando per le nostre opinioni sui fatti; siamo polarizzati sul fatto che il fatto sia, in effetti, un fatto. Siamo in disaccordo sul fatto che la scienza sia reale. Siamo in disaccordo sul fatto che un'elezione sia stata vinta o persa. Questa polarizzazione, unita all'isolamento sociale necessario per combattere la pandemia, ci ha fatto sentire più soli che mai. Il pericolo di vivere in isolamento è che i momenti tristi o che fanno paura vengono vissuti in solitudine. Non c'è nessuno che ti chiede: "Stai bene?"». 

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