Monte Comino, a spasso con il lama

Nel cuore delle Centovalli un'esperienza insolita permette di riscoprire la montagna seguendo un ritmo lento e silenzioso
Nel cuore delle Centovalli un'esperienza insolita permette di riscoprire la montagna seguendo un ritmo lento e silenzioso
VERDASIO - Bastano sette minuti di funivia da Verdasio per lasciare alle spalle il traffico e il rumore della valle. Una volta raggiunto il Monte Comino, a circa 1.200 metri di quota, il paesaggio cambia completamente. Ampi prati assolati, boschi di faggi e castagni, rustici in pietra e un panorama che spazia dalle Centovalli fino alle montagne del Locarnese fanno da cornice a uno dei luoghi più autentici del Ticino.
È qui che, quattordici anni fa, Marisa e Jean-Pierre Bäschlin decisero di dare vita a un progetto che oggi richiama famiglie, escursionisti e amanti della natura da tutta la Svizzera: Lama Trekking Ticino. Più che una semplice escursione, è un modo diverso di vivere la montagna, lasciandosi guidare dal passo tranquillo di animali intelligenti e sorprendentemente sensibili.
«In realtà non avevamo mai pensato ai lama», sorride Jean-Pierre mentre ci accoglie nella fattoria. «L'idea è nata quasi per caso, durante un trekking che abbiamo fatto con questi animali. Ci siamo resi conto immediatamente che potevano essere la soluzione ideale per il Monte Comino».
Dietro quella scelta non c'era soltanto la passione per gli animali, ma anche un obiettivo molto concreto: restituire nuova vita all'agricoltura di montagna e salvaguardare gli splendidi prati secchi che, anno dopo anno, rischiavano di essere riconquistati dal bosco. «Cercavamo un animale che fosse rispettoso del terreno e dell'ambiente», continua Jean-Pierre. «Il lama si è rivelato perfetto: non rovina il suolo, ha un pascolo selettivo, consuma poche risorse ed è straordinariamente adatto alla vita in montagna».
Originari degli altipiani andini del Sud America, i lama appartengono alla famiglia dei camelidi, la stessa dei dromedari e degli alpaca. Abituati da secoli a vivere ad alta quota, si sono adattati perfettamente anche alle montagne ticinesi. Robusti, curiosi e dotati di un carattere equilibrato, sono animali estremamente sociali. Contrariamente a quanto molti immaginano, sono docili e collaborativi. Lo sputo, reso celebre da tanti luoghi comuni, è quasi esclusivamente un mezzo di comunicazione tra loro e raramente viene rivolto alle persone.
Marisa conosce ognuno dei suoi animali come un vecchio amico. «Hanno tutti una personalità diversa», racconta accarezzando il muso di Lamir. «Basta osservarli qualche minuto per capire chi ama stare in testa al gruppo e chi invece preferisce seguire».
Tra i diciotto lama della fattoria c'è infatti una vera gerarchia. Lamir è il leader indiscusso del branco maschile, mentre Zlatan tenta continuamente di conquistarne il ruolo. Silvermoon è più tranquillo e riflessivo, Nelio incuriosisce subito gli ospiti con il suo sguardo dolce, mentre altri preferiscono rimanere qualche passo più indietro, evitando qualsiasi responsabilità. «È sorprendente», osserva Marisa. «Le loro dinamiche ricordano molto quelle degli esseri umani».
Ogni anno la famiglia Bäschlin segue anche la riproduzione degli animali. Le femmine vivono separate dai maschi e i piccoli nascono direttamente all'aperto, come avviene da sempre sulle Ande. «Sono animali incredibilmente autonomi», racconta Marisa. «Dopo pochissimo tempo dalla nascita i piccoli sono già in piedi e iniziano subito a seguire la madre». La selezione avviene con grande attenzione, privilegiando salute, equilibrio caratteriale e buona predisposizione al contatto con le persone.
La nostra escursione inizia sotto la guida di Valerio, che prima della partenza dedica alcuni minuti a spiegare come comportarsi con questi compagni di viaggio così particolari. «Non bisogna mai trascinarli», ci dice. «Il lama cammina sempre dietro la persona che lo conduce. Se instaurate un rapporto di fiducia vi seguirà spontaneamente». Dopo aver ricevuto cavezza e lunghina, ognuno di noi viene affidato a un animale. Bastano pochi minuti per accorgersi che il trekking non consiste semplicemente nel portare a spasso un lama. È piuttosto il contrario: sono loro a insegnarci a rallentare.
Il sentiero attraversa dapprima prati ricchi di fiori, poi si inoltra nel bosco, dove il silenzio è rotto soltanto dal canto degli uccelli e dal fruscio del vento tra gli alberi. Ogni tanto qualcuno del gruppo si ferma per scattare una fotografia, e puntualmente anche il proprio lama si arresta con assoluta tranquillità, approfittandone magari per assaggiare qualche foglia particolarmente appetitosa.
Valerio ci spiega che vengono proposti diversi itinerari, pensati per ogni tipo di escursionista. C'è un percorso introduttivo ideale per le famiglie con bambini piccoli, un trekking di mezza giornata che permette di scoprire gli angoli più suggestivi del Monte Comino e un'escursione giornaliera che conduce fino ai punti panoramici più spettacolari della regione. Per gruppi e occasioni particolari vengono organizzate anche uscite personalizzate, con picnic o momenti conviviali immersi nella natura.
Camminando con questi animali si comprende rapidamente perché siano diventati così amati. Non hanno fretta, non strattonano e si adattano naturalmente al passo della persona che li accompagna. Il loro ritmo costringe quasi inconsapevolmente a rallentare, ad alzare lo sguardo verso il paesaggio e ad ascoltare il silenzio del bosco. È una forma di escursionismo che diventa quasi meditazione.
Anche la lana rappresenta una risorsa preziosa. Morbida, leggera e disponibile in numerose tonalità naturali, è priva di lanolina e particolarmente apprezzata anche da chi soffre di allergie. Ogni anno gli animali vengono tosati e la fibra viene successivamente lavorata per realizzare prodotti artigianali di grande qualità.
Quando il nostro trekking termina e riconsegniamo i lama ai loro pascoli, resta la sensazione di aver vissuto qualcosa di molto diverso da una semplice passeggiata. Sul Monte Comino il vero protagonista non è soltanto il magnifico panorama delle Centovalli, ma il rapporto che si crea con questi animali discreti e pazienti, capaci di insegnare un modo diverso di camminare e, forse, anche di guardare la natura. È proprio questa filosofia che continua a guidare Marisa e Jean-Pierre dopo quattordici anni di attività. «Il nostro obiettivo», conclude Jean-Pierre osservando i lama che tornano lentamente a pascolare, «non è soltanto far conoscere questi animali. Vogliamo offrire alle persone qualche ora lontano dalla frenesia quotidiana, riscoprendo il piacere delle cose semplici.»
Una missione riuscita. Perché, tornando a valle con la funivia, si ha la sensazione che il ricordo più intenso non sia il panorama, pur magnifico, ma lo sguardo curioso di un lama che, per qualche ora, ha condiviso con noi il sentiero.
Testo a cura di Claudio Rossetti
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