Tra rotaie e acqua

Da Locarno a Domodossola con la Centovallina, ritorno in battello sul Verbano
Da Locarno a Domodossola con la Centovallina, ritorno in battello sul Verbano
LOCARNO - Ci sono treni che servono semplicemente a spostarsi da un luogo all’altro e altri che diventano essi stessi la destinazione. La Centovallina appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Da oltre un secolo collega Locarno a Domodossola attraversando alcune delle vallate più spettacolari delle Alpi, offrendo ai viaggiatori un’esperienza che unisce paesaggi mozzafiato, storia, cultura e tradizioni. A questa straordinaria ferrovia si affianca un altro protagonista del territorio: il Lago Maggiore, da sempre via di comunicazione, commercio e turismo tra Svizzera e Italia. Insieme costituiscono l’anima di un itinerario che sembra creato appositamente per chi ama viaggiare lentamente e con curiosità.
L’idea di una ferrovia che collegasse il Ticino all’Ossola nacque alla fine dell’Ottocento, in un periodo in cui le regioni di montagna cercavano nuovi strumenti per contrastare l’isolamento e favorire lo sviluppo economico. Dopo anni di studi e difficoltà tecniche, la linea ferroviaria tra Locarno e Domodossola venne inaugurata ufficialmente nel 1923.
Fin dall’inizio la Centovallina rappresentò molto più di una semplice infrastruttura. La ferrovia univa due Paesi, due culture e due importanti vie di comunicazione: da un lato il Lago Maggiore e il Ticino, dall’altro la rete ferroviaria internazionale che attraverso il Sempione collegava l’Italia al resto d’Europa. La costruzione dell’opera fu una vera impresa ingegneristica. In appena 52 chilometri di percorso vennero realizzati oltre ottanta ponti e numerosi viadotti, necessari per superare profonde gole e torrenti impetuosi. Ancora oggi il viaggio offre scorci spettacolari che testimoniano il coraggio e la visione dei progettisti dell’epoca.
Il nome Centovalli evoca immediatamente un territorio ricco di valloni, boschi e piccoli nuclei abitati sparsi tra le montagne. In realtà le valli sono molte meno di cento, ma la denominazione rende perfettamente l’idea della complessità geografica di questa regione. Partendo da Locarno, il treno lascia gradualmente il clima quasi mediterraneo del Lago Maggiore per inoltrarsi in un paesaggio sempre più alpino. I boschi di castagni accompagnano gran parte del tragitto, alternandosi a gole profonde, torrenti e pareti rocciose.Tra le località più affascinanti spicca Intragna, dominata dal campanile più alto del Canton Ticino con i suoi 65 metri. Poco oltre si trova Verscio, villaggio che negli ultimi decenni è diventato un importante centro culturale grazie alla presenza del celebre clown Dimitri e della sua scuola di teatro. Il fascino della Centovallina risiede proprio nella sua capacità di raccontare il territorio. Ogni stazione rappresenta una finestra aperta su una storia diversa: l’emigrazione, il lavoro nei campi, l’artigianato, il contrabbando e le difficoltà della vita di montagna.
Superato il confine italiano, il paesaggio cambia gradualmente. Le gole si aprono lasciando spazio a prati curati, villaggi eleganti e panorami più ampi. È l’ingresso nella Valle Vigezzo, conosciuta anche come la “Valle dei Pittori”. Fin dal Settecento numerosi artisti provenienti da questa regione raggiunsero le principali città europee, contribuendo a diffondere una raffinata tradizione pittorica ancora oggi molto apprezzata. Tra i luoghi più significativi della valle vi è Re, celebre per il Santuario della Madonna del Sangue. Questo importante luogo di pellegrinaggio accoglie ogni anno migliaia di visitatori provenienti dall’Italia e dalla Svizzera. Malesco conserva invece l’atmosfera autentica dei villaggi alpini e custodisce il Museo della Pietra Ollare, testimonianza di un’attività artigianale che per secoli ha rappresentato una risorsa economica fondamentale per la popolazione locale.
Santa Maria Maggiore è considerata il cuore culturale della valle. Passeggiando tra le sue eleganti vie si percepisce subito un’atmosfera particolare. Qui si trova il celebre Museo dello Spazzacamino, dedicato a una professione che ha segnato profondamente la storia della valle. Per generazioni, infatti, giovani ragazzi lasciarono le loro case per lavorare come spazzacamini nelle grandi città europee. Nello stesso villaggio si trova anche la Casa del Profumo Feminis-Farina, che racconta le origini dell’Acqua di Colonia, una delle fragranze più celebri al mondo, nata grazie all’iniziativa di emigranti originari proprio della Valle Vigezzo.
Il viaggio ferroviario termina a Domodossola, una città che per secoli ha svolto un ruolo strategico nei collegamenti tra Nord e Sud Europa. Passeggiare nel centro storico significa attraversare secoli di storia commerciale. Le eleganti case patrizie, i portici della Piazza Mercato e le antiche vie raccontano il passato di una città che prosperò grazie agli scambi attraverso il Passo del Sempione. Domodossola conserva ancora oggi un’atmosfera autentica e rappresenta il perfetto punto d’incontro tra cultura italiana e tradizioni alpine.
Se la Centovallina rappresenta la spina dorsale ferroviaria della regione, il Lago Maggiore ne costituisce da sempre la principale via d’acqua. Già in epoca romana il Verbano era utilizzato per il trasporto di merci e persone. Nei secoli successivi il lago divenne una fondamentale arteria commerciale tra la Pianura Padana e le regioni alpine. Con l’avvento del turismo, tra Ottocento e Novecento, il Lago Maggiore si trasformò in una delle destinazioni più eleganti d’Europa. Nobili, artisti e viaggiatori provenienti da tutto il continente scoprirono il fascino delle sue rive, delle ville storiche e dei suoi giardini.
Ancora oggi la navigazione rappresenta uno dei modi più suggestivi per conoscere il lago. Dal ponte di una barca si possono ammirare paesaggi che cambiano continuamente: montagne che si riflettono nell’acqua, piccoli porti, borghi pittoreschi e splendide residenze storiche.
Dal 27 al 29 giugno 2026 Viaggi Rossetti propone un nuovo itinerario esclusivo che combina il meglio di questi due mondi. Il programma prevede il viaggio in prima classe a bordo della Centovallina, con soste a Verscio, Intragna, Re, Malesco e Santa Maria Maggiore. Ad accompagnare i partecipanti saranno guide d’eccezione: Masha Dimitri al Museo dedicato al celebre clown, Stefan Früh al Museo delle Centovalli e Karin Ranzani per la scoperta della Valle Vigezzo e di Domodossola. Tra i momenti più significativi figurano la visita al Santuario di Re, al Museo della Pietra Ollare, al Museo dello Spazzacamino e alla Casa del Profumo. Non mancheranno naturalmente le specialità gastronomiche del territorio, tra Ticino e Piemonte. Il gran finale sarà rappresentato dal rientro sul Lago Maggiore a bordo di una barca privata da Intra a Locarno, una navigazione che permetterà di ammirare il Verbano da una prospettiva privilegiata.
Un viaggio breve, ma capace di racchiudere il meglio di due regioni straordinarie, dove ferrovia e lago continuano ancora oggi a raccontare storie di incontri, commerci, cultura e bellezza.
Testo a cura di Claudio Rossetti
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