Capitale dei musei, tra re e faraoni

Torino tra storia, cinema e nuove prospettive di viaggio (quarta e ultima parte)
Torino tra storia, cinema e nuove prospettive di viaggio (quarta e ultima parte)
TORINO - Ci sono città che si visitano una volta e città che, invece, continuano a sorprendere ad ogni ritorno. Torino appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Elegante e discreta, spesso oscurata da destinazioni più celebrate, il capoluogo piemontese custodisce un patrimonio culturale tra i più ricchi d'Europa. Con oltre quaranta musei e numerose collezioni di livello internazionale, Torino è una vera capitale della cultura, capace di offrire esperienze che spaziano dall'archeologia all'arte contemporanea, dalla storia dell'automobile al cinema, dalla fotografia alla scienza.
Passeggiando sotto i suoi portici, tra le piazze monumentali e i caffè storici, si percepisce immediatamente il ruolo che la città ha avuto nella storia italiana ed europea. Prima capitale del Regno d'Italia, sede della dinastia sabauda e importante centro industriale, Torino ha saputo trasformare il proprio passato in una straordinaria risorsa culturale.
Tra tutte le sue istituzioni museali, una occupa un posto speciale: il Museo Egizio.
Per molti visitatori rappresenta il principale motivo di una visita a Torino. Non è un'esagerazione affermare che il Museo Egizio costituisca uno dei più grandi tesori archeologici del mondo.
La sua storia inizia nel 1824, quando il re Carlo Felice di Savoia acquistò la celebre collezione dell'avventuriero e diplomatico Bernardino Drovetti, piemontese di origine, che aveva raccolto migliaia di reperti durante la sua permanenza in Egitto. Quell'acquisto segnò la nascita ufficiale del museo, destinato a diventare nel tempo un punto di riferimento mondiale per gli studi sull'antico Egitto. Nei decenni successivi la collezione si arricchì grazie a nuove campagne archeologiche, in particolare quelle guidate da Ernesto Schiaparelli tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Fu proprio Schiaparelli a compiere una delle più sensazionali scoperte della storia dell'egittologia: la tomba intatta dell'architetto Kha e di sua moglie Merit, rinvenuta nel 1906 presso Deir el-Medina. Oggi il museo conserva oltre quarantamila reperti, dei quali migliaia sono esposti lungo un percorso che accompagna il visitatore attraverso oltre tremila anni di storia.
La visita inizia quasi come un'immersione nel tempo. Le luci soffuse e gli ampi spazi conducono gradualmente nel mondo dei faraoni. Nella Galleria dei Re si resta immediatamente senza parole. Imponenti statue monumentali, scolpite oltre tremila anni fa, sembrano ancora oggi custodire il potere e il mistero dell'antico Egitto. Le figure di Ramses II, Seti II e di altri sovrani emergono dalla penombra con una presenza quasi viva, offrendo un'impressione difficile da dimenticare.
Proseguendo il percorso si entra nella dimensione quotidiana dell'antica civiltà nilotica. Vetrine ricche di oggetti raccontano la vita di funzionari, artigiani, sacerdoti e contadini. Gioielli, strumenti di lavoro, papiri, amuleti e oggetti domestici testimoniano un mondo sorprendentemente sofisticato. Uno dei momenti più emozionanti della visita è senza dubbio l'incontro con la tomba di Kha e Merit. A differenza di molte altre sepolture rinvenute depredate dai tombaroli, questa venne scoperta quasi intatta. Gli oggetti esposti permettono di entrare nella vita privata di una famiglia vissuta oltre tremila anni fa. Letti, sgabelli, vestiti, utensili e persino il cibo destinato all'aldilà raccontano una storia di straordinaria umanità.
Il percorso continua attraverso le sale dedicate alle credenze religiose. Sarcofagi finemente decorati, maschere funerarie e mummie testimoniano l'importanza attribuita dagli Egizi alla vita dopo la morte. I colori vivaci, incredibilmente conservati, sembrano sfidare il trascorrere dei secoli. Particolarmente affascinante è la sezione dedicata ai papiri. Qui si possono ammirare testi amministrativi, lettere private, documenti religiosi e frammenti del celebre Libro dei Morti. Grazie a questi documenti gli studiosi hanno potuto ricostruire aspetti fondamentali della società egizia.
La visita culmina quasi simbolicamente lungo le sale che illustrano il lavoro degli archeologi. Fotografie storiche, diari di scavo e documenti originali raccontano le grandi spedizioni italiane in Egitto, mostrando come la ricerca scientifica abbia contribuito a svelare i segreti di una delle civiltà più affascinanti della storia.
Naturalmente il Museo Egizio rappresenta soltanto una delle tappe di un soggiorno culturale a Torino. A pochi passi si trovano Palazzo Madama, il Museo Nazionale del Risorgimento, Palazzo Reale e le splendide collezioni delle Residenze Sabaude. Gli appassionati di cinema possono visitare il celebre Museo Nazionale del Cinema ospitato nella Mole Antonelliana, simbolo stesso della città. Chi ama l'arte contemporanea troverà invece nel Castello di Rivoli e nella GAM importanti punti di riferimento. Da non dimenticare il Museo dell'Automobile, che racconta la storia di un settore profondamente legato all'identità industriale torinese, e il MAO, il Museo d'Arte Orientale, considerato tra i più importanti d'Europa nel suo genere.
Torino offre così un raro equilibrio tra storia, arte, architettura e qualità della vita. È una città che invita a rallentare, ad osservare e a lasciarsi sorprendere. Con questo articolo si conclude la serie di reportage dedicati a Torino. Dalle piazze barocche ai caffè storici, dai palazzi reali ai musei, il capoluogo piemontese ha dimostrato ancora una volta di possedere un fascino discreto ma irresistibile. Non si tratta tuttavia di un addio. Torino conserva ancora molti angoli da scoprire e numerose storie da raccontare. Per questo motivo tornerò presto in città per nuovi approfondimenti e nuovi incontri.
Nel frattempo sto già lavorando all'organizzazione di un viaggio per i lettori e gli appassionati di cultura: un fine settimana prolungato alla scoperta delle meraviglie torinesi, con visite guidate ai principali musei, passeggiate nel centro storico e momenti dedicati alla gastronomia piemontese. Un'occasione speciale per vivere insieme una delle città culturalmente più ricche e sorprendenti d'Italia.
I precedenti articoli di questo reportage sono stati pubblicati il 24 marzo, l’8 aprile e il 1 maggio.
Testo a cura di Claudio Rossetti
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