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Magnum ‘re’ di San Miniato.
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06.11.2020 - 08:130

Da Montecarlo a San Gimignano sulla Via Francigena

Prosegue il percorso turistico verso Roma alla scoperta dei luoghi e gusti regionali

LUCCA - Quattro giorni di cammino (oppure due giornate in sella a una bicicletta) nel cuore della Toscana, da Montecarlo a San Gimignano passando da San Miniato, per avere un assaggio del meglio che la Via Francigena ha da offrire in questa bella regione. 

Sono partito da Montecarlo, dopo aver lasciato alle spalle la bellissima città storica di Lucca. Come sempre accompagnato dal mio San Bernardo Magnum per una promessa fatta nel 2016 a Papa Francesco nell’ambito di un progetto legato al Gran San Bernardo e all’UNESCO. Nato intorno al 1333 per volere del governo lucchese e dell'imperatore Carlo IV, come avamposto fortificato a difesa di Lucca dall'esercito fiorentino, il borgo per secoli fu teatro della contesa tra Pisani, Lucchesi e Fiorentini appunto per l'egemonia sul territorio, fino al 1775, quando, palesatasi la supremazia dello Stato Fiorentino, perse d'interesse strategico e venne smilitarizzato. La Montecarlo di oggi, che conta intorno ai quattromila abitanti, è un comune ricco di testimonianze storiche, chiese, monumenti e vanta ancora la solida fortezza che, con le sue mura, resiste allo scorrere del tempo. Numerose inoltre sono le iniziative di promozione del territorio come la "Festa del Vino", la rassegna teatrale "Montecarlo estate", il "Montecarlo Jazz and Wine" o ancora le "Sere d'Estate". Quest’anno, a causa di Corona, un po’ sottotono.

Da San Miniato, una delle perle nascoste della Via Francigena, ho preso un itinerario di straordinaria bellezza: dalla Pieve millenaria di Chianni, dove dormì lo stesso Sigerico (vi ricordate il Guado di Sigerico sul fiume Po?), alle torri di San Gimignano, borgo che ti incanta con la sua atmosfera medievale. San Miniato - ma anche la sua campagna adiacente - rappresenta tutto quello che di bello e buono che offre questo territorio. Tra viuzze in pietra e piazze scenografiche, conserva ancora tesori architettonici appartenenti a epoche passate. Il sistema museale, infatti, consiste in un ricco itinerario che si snoda lungo tutta la città, cominciando dal Conservatorio di Santa Chiara, un struttura fondata nel XIII secolo al cui interno si possono ancora ammirare capolavori pittorici di Ludovico Cardi, detto il Cigoli, e la Croce di Deodato Orlandi, fino alla torre di Federico II, da dove si gode di una splendida vista sulla pianura del fiume Arno.

Ma le attrattive del viaggio non si fermano al paesaggio: si può gustare la saporita cucina Toscana in tutte le sue derivazioni, dal prezioso tartufo bianco di San Miniato ai saporiti Pici, passando per l’oro giallo di San Gimignano, lo zafferano. Il tutto accompagnato dai vini locali, rinomati in tutto il mondo, da sorseggiare direttamente sul luogo di produzione.

Sono 32 in totale i comuni della Toscana in cui nasce il rinomato tartufo bianco, un'eccellenza alimentare divenuto il simbolo delle Colline Sanminiatesi. Il Tuber Magnum Pico (che non è un San Bernardo) viene ricercato e curato dai nostri tartufai da oltre un secolo: tra querce, tigli e salici si nascondono queste gemme di sapore e profumi inconfondibili. Ogni anno, per celebrare questo "frutto", si tiene la Mostra Mercato Nazionale di San Miniato, una vetrina che richiama appassionati anche dai paesi stranieri.

Anche in bicicletta la tappa San Miniato – San Gimignano, di circa 40 chilometri, lungo la Via Francigena è di rara bellezza. Un continuo saliscendi sui crinali della val d’Elsa, fra castelli, rocche, abbazie e antichi ospitali costruiti nel corso dei secoli per dare ristoro e sostegno ai pellegrini diretti a Roma.

L’itinerario si sviluppa quasi interamente su fondo sterrato, bellissime strade bianche circondate da vigneti e campi coltivati vi accompagneranno prima a Gambassi Terme e poi a San Gimignano che scorgerete da lontano con le sue caratteristiche torri.  Da segnalare lungo il percorso le tante pievi e monasteri che si incontrano, frutto di secoli di pellegrinaggi. In davvero pochi chilometri potrete visitare le pievi di Coiano e di S.M. a Chianni, il bel santuario di Pancole e subito prima di San Gimignano, lungo un antico selciato medievale, il meraviglioso monastero di Bose e la pieve di Cellole, vera oasi di pace, tranquillità e spiritualità.

L’accoglienza, anche in questo periodo di pandemia, è stato esemplare. Vi consiglio le seguenti strutture: Fattoria la Torre a Montecarlo, Hotel San Miniato, Tenuta di Sant’Ilario a Gambassi Terme e Relais Cappuccina a San Gimignano. Ovunque siamo stati serviti con professionalità (anche se la maggior parte dei turisti erano già scappati) e disponibilità (per esempio offrendo un servizio di catering vista la chiusura dei ristoranti). Ovunque le misura sanitarie sono state applicate con intelligenza, dando a noi ‘pellegrini moderni’ l’opportunità di passare una bella vacanza. Torneremo sicuramente, la zona lo merita davvero.

Testo a cura di Claudio Rossetti

Contatto: newsblog@viaggirossetti.ch 
Link utile: www.viaggirossetti.ch 

 


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