Da Firenze a Lugano, passando per Bitcoin: la storia segreta della finanza

Un viaggio attraverso i secoli, raccontato al Plan ₿ Forum di Lugano da Rahim Taghizadegan, per spiegare perché la città del Ceresio è il luogo naturale per l'innovazione finanziaria.
Un viaggio attraverso i secoli, raccontato al Plan ₿ Forum di Lugano da Rahim Taghizadegan, per spiegare perché la città del Ceresio è il luogo naturale per l'innovazione finanziaria.
Palco P2P, quello tecnico, del Plan ₿ Forum, fine ottobre dello scorso anno. La scena è di Rahim Taghizadegan, economista austriaco di origini iraniane, CEO di Deedsats nonché fondatore di scholarium, realtà educativa con base a Zug in cui la Scuola Austriaca (intesa come movimento di pensiero nato a Vienna nel XIX secolo) viene coltivata nella sua forma interdisciplinare originale.
Il suo keynote, intitolato "From Florentine Guilders to Lugano's Plan ₿: The secret history of Finance", si delinea come un momento di condivisione in cui viene tracciato un percorso che attraversa secoli di storia dell’Europa per arrivare a una tesi precisa: Bitcoin è il punto di arrivo di un percorso di lungo periodo, iniziato ben prima del Medioevo, e non un’anomalia.
Firenze, 1252: il prototipo
«Le innovazioni cruciali sono i principali precursori di Bitcoin», esordisce Taghizadegan. Il primo riferimento è alla Firenze del XIII secolo, contesto in cui i mercanti perfezionarono la contabilità a partita doppia, un sistema che permetteva di avere ledger/registri contabili distribuiti, perché ogni transazione veniva registrata su voci corrispondenti che poi si incastravano come pezzi di un puzzle. Ma l'innovazione più importante fu il fiorino, in risposta a un problema preciso: circolavano decine di monete diverse, con purezza e peso variabili, costantemente svalutate dai sovrani che ne aumentavano l'offerta. La soluzione? Lungimirante: stabilire uno standard che non dipendesse dall'autorità che coniava la moneta, ma dalla fisica della moneta stessa. Il fiorino era definito da 24 carati d'oro e da un peso preciso, verificabile da chiunque. «È uno standard algoritmico», spiega il relatore, «perché si riferisce solo a una procedura che le persone possono condividere. È conoscenza open source: chiunque conosca quello standard, può verificarlo in una struttura distribuita». Il parallelo con Bitcoin è immediato, chiaramente: “verify, don't trust”. Non importa chi ha coniato la moneta o chi l'ha emessa: ciò che conta è che chiunque possa verificarne la validità attraverso un algoritmo condiviso.
L'incertezza come chiave
Ma come riuscì Firenze a sviluppare queste innovazioni? Perché i mercanti fiorentini si trovarono di fronte a un problema fondamentale: l'incertezza, come precisa lo speaker. «Capire che le persone hanno capacità diverse di sopportare l’incertezza è l’intuizione cruciale da cui nasce la finanza», ha evidenziato Taghizadegan. Quando si commercia su rotte difficili e attraverso network complessi, non si scambia solo nello spazio, ma anche nel tempo, e il tempo è foriero di incertezza. Le persone hanno capacità diverse di sopportare il rischio: alcune possono aspettare mesi per un carico di spezie dall'Oriente, altre no. Nasce così la divisione dell'incertezza, un concetto che Taghizadegan considera ancora più fondamentale della divisione del lavoro tanto celebrata dagli economisti tradizionali. Da questa necessità, sorsero le assicurazioni marittime, le compagnie per azioni (per frazionare il rischio tra più navi), e gli strumenti di credito come le cambiali. Tutti meccanismi sorti appunto per dividere e gestire l'incertezza del commercio.
Lugano: l'anello di congiunzione, oggi come allora
Nel XVII secolo, l'Italia settentrionale stava perdendo la sua centralità commerciale. I mercanti più mobili cercavano rifugi più sicuri, con tassazione più bassa e maggiore neutralità politica. Ed è qui che entrò in scena Lugano: strategicamente posizionata vicino alle Alpi e al passo del San Gottardo, divenne uno di questi rifugi. «Fu vantaggioso per i mercanti fiorentini trasferirsi qui», racconta Taghizadegan. «E fu vantaggioso anche per i mercanti tedeschi competere». Alcune famiglie mercantili della Germania meridionale investirono pesantemente nell'industria tessile e della seta di Lugano, che divenne la base della prima industrializzazione svizzera. La costante è sempre la stessa: mobilità del capitale e delle persone, network distribuiti di commercio e produzione. «Non è mai stata una situazione in cui il 90-95% delle persone capiva tutto ed era parte dei network», sottolinea l’esperto. «Servono solo piccoli gruppi di persone nei punti nevralgici per formare il network e far crescere qualcosa di più grande».
Bitcoin: la chiusura del cerchio
E Bitcoin? «Completa questo tipo di circolo di innovazione, perché ha la solidità dell'asset, la limitazione algoritmica e la possibilità di fare a meno di un'autorità che debba garantire il suo valore». Ma l’invenzione di Satoshi non è solo moneta algoritmica, bensì anche un network distribuito di nodi. Ha entrambe le caratteristiche in un unico sistema. C'è però un equivoco da chiarire: «Le persone pensano che Bitcoin sia trustless, cioè che elimini il bisogno di fiducia, ma non è vero».
Bitcoin, spiega il protagonista del keynote, riduce la fiducia necessaria a livello monetario - serve a non chiedersi più se la moneta sia falsificata o a verificare tassi di cambio - e questo libera fiducia per usi più produttivi. L'incertezza, però, è inevitabile e sempre presente. E, precisa, gestirla bene - attraverso la distribuzione dell'incertezza, il commercio e la cooperazione pacifica - è ciò che ha generato prosperità. «Circa il 97% della ricchezza moderna è cresciuta negli ultimi secoli», conclude Taghizadegan.
La ricetta? Tre ingredienti: persone che si specializzano in ciò che sanno fare meglio, meccanismi per suddividere i rischi invece di concentrarli, e capitali liberi di spostarsi dove trovano le migliori opportunità. Come a Lugano, magari.
La conferenza Bitcoin regina d’Europa tornerà in riva al Ceresio per la quinta volta venerdì 23 e sabato 24 ottobre prossimi. Scoprite come partecipare!
Vuoi ascoltare l’intervento completo di Rahim Taghizadegan alla quarta edizione del Plan ₿ Forum? Il panel integrale è disponibile sul canale Rumble della
manifestazione, dove puoi trovare i video di tutti i keynote.







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