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DIAMANTI E PIETRE PREZIOSE
23.12.2020 - 09:260

Diamanti naturali contro sintetici

Un prodigio della tecnica non supera un dono della natura

La storia dei diamanti sintetici ebbe la sua origine qualche decennio fa. Le prime aziende a produrre su piccola scala diamanti sintetici in laboratorio furono un’azienda americana e una svedese, nei primi anni ’50 con l’intento dell’uso industriale. È noto che il diamante sia il materiale più duro in natura e che venga utilizzato nel settore degli abrasivi o della trivellazione. Le pietre utilizzate per questo scopo erano comunque molto costose ed esteticamente poco invitanti.

Partendo da questo presupposto, la tecnologia ci è venuta in soccorso in questo campo e, con passi da gigante ci ha concesso in un tempo relativamente breve, di ridurre i costi aumentandone la qualità. Esistono due tecniche principali con cui vengono prodotti diamanti sintetici. Tenterò di descriverle brevemente con parole semplice e il piu’ comprensibili possibile.

Con la tecnica HPHT (high pressure – high temperature) vengono immessi idrogeno e metano in un forno sottoposto ad altissima pressione e temperatura, nel quale sono disposti dei “semi” diamantiferi (delle piccole pietre grezze), attorno a cui il carbonio finisce per cristallizzarsi. Il secondo procedimento si chiama CVD (chemical vapor deposition) ed è basato sul lento depositarsi di strati gassosi introdotti in un ambiente sotto vuoto.

Queste tecniche hanno avuto un enorme riscontro in Cina, da cui è derivata un’ingente produzione di diamanti sintetici di laboratorio, che poco alla volta hanno iniziato a ritagliarsi un piccolo spazio anche nel mondo della gioielleria. Diamanti naturali e diamanti creati in laboratorio possono sembrare simili ad occhio nudo, ma differiscono significativamente nella struttura di crescita, nella rarità e soprattutto nel valore intrinseco.

I diamanti naturali sono rari e non infiniti, si tratta di un vero miracolo della natura, avvenuto con un processo durato miliardi di anni, in condizioni estreme a oltre 100 km sotto la superficie terrestre: ogni diamante naturale estratto in miniera è unico ed inimitabile, non esistono infatti due diamanti naturali identici. I diamanti sintetici invece vengono prodotti in fabbrica, velocemente, in modo artificiale e in quantità potenzialmente illimitate. Chiunque puo’ facilmente comprendere la diversità di prezzo e valore tra gli uni e gli altri.

Come si può capire la reale differenza tra i diamanti naturali e quelli creati in laboratorio? Poiché chimicamente e strutturalmente i sintetici sono quasi identici a quelli naturali, devono essere utilizzati strumenti specifici di analisi disponibili in commercio in grado di rilevare le differenze tra le due tipologie: la spettroscopia a infrarossi o la piu’ accurata a fotoluminescenza. Tra le differenze rilevabili, i diamanti sintetici hanno strutture di accrescimento e inclusioni diverse da quelle dei diamanti naturali. Le inclusioni in un diamante naturale, ove presenti, si sono formate miliardi di anni fa e spesso contengono elementi di grande valore scientifico. Viceversa, il processo di fabbricazione dei diamanti sintetici lascia spesso segni e variazioni di colore all’interno della pietra.

Nonostante le differenze tra diamanti naturali e creati in laboratorio, uno studio recente ha rivelato che quasi la metà degli acquirenti di diamanti -circa il 44% – non erano a conoscenza delle significative disparità di valore, rarità e struttura di crescita. È importante che i consumatori conoscano queste differenze e siano in grado di prendere decisioni consapevoli. Rarità: oltre al valore emotivo dei diamanti naturali, essi sono economicamente preziosi per la loro rarità. L’immissione sul mercato di diamanti naturali ha raggiunto il suo picco nel 2005 e da allora diminuisce annualmente. La crescente rarità dei diamanti naturali e il relativo aumento della domanda, in particolare dall’India e dalla Cina, dovrebbero far sì che il valore dei diamanti continui a crescere nel tempo.

Ovviamente le pietre sintetiche non sono rare e, pur costando molto meno, non sono neanche molto richieste. Il valore dei diamanti sintetici invece è diminuito significativamente nel 2018, con il prezzo di una pietra da 1 carato in calo di quasi il 50% rispetto al prezzo di un diamante equivalente naturale, rimasto invece stabile. Si stima infatti un progressivo calo dei costi di produzione nei prossimi anni con relativo crollo del prezzo alla vendita. Notate che si parla di prezzo e non di valore quando si tratta di sintetici. Etica: la moderna industria mineraria dei diamanti ha attraversato un periodo di profonda trasformazione negli ultimi 20 anni, i diamanti di sangue sono stati ormai quasi completamente debellati. Nuovi standard severi sono stati imposti attraverso il Kimberley Process e la trasparenza delle transazioni è aumentata in modo significativo.

Secondo le stime piu’ recenti oggi il 99.8% dei diamanti è conflict free. La nostra industria è regolamentata in modo cavilloso e controllata da una compliance pressante per fortuna. Impatto ambientale: i produttori di diamanti naturali sono impegnati per l’ambiente e hanno guidato una vasta gamma di iniziative innovative per la sostenibilità. Nel concreto gli estrattori di diamanti sono leader globali nel contribuire a proteggere la fauna selvatica, la natura selvaggia e altre risorse naturali che sono importanti per le comunità locali presso cui lavorano. I diamanti inoltre potrebbero presto svolgere un ruolo positivo nel mitigare l’impatto delle emissioni di carbonio. La kimberlite, Il minerale naturale che custodisce i diamanti nel cuore della Terra, ha l’incredibile proprietà di catturare i gas di carbonio dall’atmosfera.

Ad oggi si sta lavorando a un progetto per accelerare la cattura dei gas di carbonio e si punta ad un progetto di estrazione a emissioni zero entro cinque anni. Quindi cosa scegliere? La risposta è logica ma ricordate sempre di chiedere di visionare un certificato. Sullo stesso certificato gemmologico troverete la dicitura “natural diamond” nel primo caso oppure ”lab-grown”, “syntetich” o “lab.created.”nel secondo. In questo caso il prezzo corretto da pagare sarà circa oltre il 70% in meno di quello di un equivalente naturale. Un rivenditore di diamanti e gioielli di fiducia dovrebbe essere sempre disponibile a mostrarti diamanti sciolti o montati, dovrebbe rispondere alle tue domande, consigliarti la pietra giusta e fornirti tutte le certificazioni gemmologiche. In assenza del certificato il rischio è quello di finire in un equivoco subdolo e dannoso in termini economici.

Il modo migliore per scongiurare il pericolo di incappare involontariamente in un diamante sintetico è sempre quello di richiedere un certificato gemmologico internazionale GIA, IGI o HRD, il resto non conta. HDE non vende diamanti sintetici neanche dietro specifica richiesta. Conosciamo molti commercianti di diamanti hpht e cvd, li rispettiamo ma ne stiamo alla larga e consiglio ai miei clienti di fare lo stesso. Tenete sempre a mente: il prezzo è quello che paghi, il valore è quello che ottieni in cambio.

Dario Cominotti


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