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13.05.2020 - 08:000

La NASA svela il suo Space Launch System, il razzo più potente mai costruito

Dopo anni di ritardi la NASA ha finalmente mostrato il razzo che riporterà gli astronauti sulla Luna entro il 2024

La NASA ha in programma di riportare l’uomo sulla Luna e in seguito vorrebbe raggiungere anche Marte. Per farlo ha realizzato quello che l’amministratore della NASA Jim Bridenstine ha definito «il razzo più potente mai costruito nella storia umana». Si tratta dello Space Launch System (SLS), che dovrebbe permettere agli astronauti americani di tornare sul suolo lunare entro il 2024.
Lo Space Launch System fa parte del progetto Artemis ed è stato presentato pochi mesi fa dallo stesso Bridenstine durante una conferenza al complesso di fabbricazione Michoud Assembly Facility. Sono anni che la NASA parla di questa missione e finalmente ha potuto mostrare il primo razzo che andrà nello spazio profondo dopo i Saturn V, lanciati fra il 1967 e il 1973 e utilizzati nei programmi Apollo e Skylab.
Lo Space Launch System ha una superficie di oltre 174 mila metri quadrati ed è composto da diverse parti, fra cui la struttura esterna, tre serbatoi e i motori. L’intera compagine si presenta solida e compatta, con un diametro di più di 8 metri. Insomma, un vero e proprio gigante dello spazio. Il tutto è stato completato abbastanza di recente. Solo il 6 novembre scorso, infatti, gli ingegneri e i tecnici hanno collegato l’ultimo dei quattro motori che consentiranno al veicolo di andare in orbita.
Dopo aver montato i motori e concluso l’assemblaggio, la NASA ha svolto diversi test per provare la sicurezza e la validità del funzionamento del razzo, che ha superato abbastanza bene tutte le prove iniziali. In uno degli ultimi test effettuati gli ingegneri hanno voluto mettere alla prova il serbatoio del carburante. Per farlo hanno utilizzato un prototipo strutturalmente identico al vero serbatoio di idrogeno liquido dello Space Launch System, sottoponendolo a forze di compressione, tensione e flessione. Inoltre, la sua integrità strutturale è stata misurata da migliaia di sensori che hanno rilevato stress, pressione e temperatura. La NASA ha anche usato telecamere e microfoni per identificare eventuali rigonfiamenti nel serbatoio.
Come ha riportato in un post su Twitter sempre Bridenstine, il serbatoio di prova è stato spinto fino al limite, manifestando segni di cedimento proprio nel momento previsto dagli ingegneri.
Questa è stata un’ottima notizia per la NASA, dato che il serbatoio ha resistito a oltre il 260% dei carichi di volo previsti per oltre cinque ore prima che si deformasse e si rompesse.
A dire il vero, comunque, il progetto ha dovuto subire diversi anni di ritardo. In effetti, la prova di lancio era prevista già per il 2019, ma ora il primo test di volo effettivo del razzo più potente mai costruito è previsto per il 2021. Secondo quanto riferito dalla NASA poi, l’intero progetto, il cui sviluppo è stato stimato in 17 miliardi di dollari, ha anche superato il budget previsto agli inizi.
Tuttavia, sembra che manchi davvero poco al momento in cui, a più di 50 anni di distanza dallo sbarco sulla Luna, l’uomo potrà finalmente ritornare sul nostro satellite naturale.

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