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10.02.2020 - 10:110

E se fosse l’Intelligenza Artificiale a decidere sul lancio di armi nucleari?

Due ricercatori americani affiliati all’Air Force propongono di fornire i codici per lanciare le armi atomiche all’Intelligenza Artificiale

I sistemi d’arma completamente automatizzati hanno ridotto notevolmente il tempo di reazione a disposizione dei vertici militari di ogni governo per rispondere a un eventuale attacco nemico. Tale questione è particolarmente sentita negli Stati Uniti, dove sembra urgente il bisogno di dotarsi di un sistema di risposta più automatizzato, più rapido e più efficiente ad un eventuale attacco.
Per questa ragione, in un lungo articolo pubblicato sul sito War on the Rocks, due scienziati americani, Curtis McGiffin, dell’Aeronautica Institute of Technology, e Adam Lowther, del Louisiana Tech Research Institute, entrambi affiliati all’Air Force, hanno proposto di affidare i codici di lancio delle armi nucleari all’Intelligenza Artificiale. In questo modo, un’AI ben addestrata potrebbe sapere cosa fare in anticipo, cioè ancor prima che un attacco possa essere portato a termine sul suolo americano.
Nello specifico, nell’articolo dall’inquietante titolo “America Needs a Dead Hand”, i due ricercatori spiegano che l’AI avrebbe la facoltà di lanciare armi nucleari in risposta a specifici segnali interpretati come minaccia. Questo sistema sarebbe connesso a tutta la rete di sorveglianza del Pentagono e potrebbe rispondere automaticamente e quasi all’istante al lancio di testate atomiche verso gli Stati Uniti da parte di Paesi ostili.
Ciò consentirebbe al Governo statunitense una reazione immediata e coordinata non solo a un attacco diretto, ma anche a potenziali minacce. L’AI, ad esempio, potrebbe ordinare lo spostamento di truppe e testate nucleari verso i confini di un Paese nemico in risposta a specifiche azioni strategiche, così da metterle in crisi. Inoltre, l’utilizzo di questa tecnologia potrebbe riuscire a convincere i nemici degli Stati Uniti dell’impossibilità di cogliere di sorpresa il governo di Washington, costituendo in tal modo un grande effetto deterrente.
Dal punto di vista strettamente teorico ci si potrebbe fidare di delegare completamente la sicurezza di uno Stato all’AI, anche perché la tecnologia per realizzare un sistema di difesa di questo tipo esiste già oggi. Ma da un punto di vista pratico le cose sembrano più complesse. Basti pensare a ciò che è accaduto al colonnello Stanislav Petrov dell’esercito dell’ex Unione Sovietica, che il 26 settembre del 1983 era responsabile del sistema di sorveglianza missilistica di Mosca. In quell’occasione i sistemi d’arma dell'URSS rilevarono 5 missili in arrivo verso il territorio sovietico e Petrov, che in teoria avrebbe dovuto scatenare la risposta nucleare a quell’attacco, decise che il sistema di rilevazione era in errore e che si trattava di un falso allarme. In effetti aveva ragione e oggi Petrov è ricordato come l’uomo che ha evitato lo scoppio della Terza Guerra Mondiale.
Cosa sarebbe accaduto se al posto di Petrov vi fosse stata l’Intelligenza Artificiale? Ovviamente non possiamo saperlo, e speriamo di non doverlo mai scoprire.


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