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COMUNALI 2024Fanalino di coda

21.03.24 - 14:11
Paolo Hägler, candidato di Avanti con Ticino&Lavoro (lista 7) a Mendrisio sia per il municipio sia per il consiglio comunale
Paolo Hägler
Fanalino di coda
Paolo Hägler, candidato di Avanti con Ticino&Lavoro (lista 7) a Mendrisio sia per il municipio sia per il consiglio comunale

Il 19 marzo l’Ufficio Federale di Statistica ha pubblicato i primi risultati della rilevazione della struttura dei salari, e in Ticino è stato dato particolare peso al fatto che il divario dei salari con il resto della Svizzera è aumentato tra il 2020 e il 2022. I commenti dei ticinesi, in gran parte, sono stati di sdegno e rassegnazione. Cosa accadrà con la prossima rilevazione? Forse risulterò essere pessimista, forse invece sarò un facile profeta, ma poiché il maggior datore di lavoro all’interno del Cantone, ossia il Cantone stesso, non ha riconosciuto il carovita ai propri dipendenti a differenza di tutti gli altri Cantoni (a loro volta tra i maggiori datori di lavori ognuno all’interno del proprio Cantone), questo divario, verosimilmente, aumenterà ancora.

Ci sdegneremo ancora? Ci renderemo conto che un motivo di questo aumento sarà anche questo mancato riconoscimento del carovita ai dipendenti pubblici? Chi ha voluto non concedere il rincaro, si è reso o si renderà conto che questa decisione contribuirà, in maniera sostanziale, ad aumentare questo divario?

Vogliamo un Ticino che tenga il passo della Svizzera, oppure uno che, in ambito salariale, si avvicini sempre più al Nord dell’Italia?

Con i nostri vicini a Sud condividiamo la lingua, tante tradizioni e molto altro, ma politicamente siamo parte di un altro Stato, di cui andiamo per la gran parte fieri, sebbene i punti in comune dal punto di vista culturale siano meno numerosi. Con loro condividiamo valori diversi, quali la democrazia (semi-)diretta, e più in generale tutto ciò che è legislativo o amministrativo. Ritengo pertanto che abbia più senso, per favorire la coesione nazionale con mezzi diversi rispetto a quello dei giovani ticinesi che “emigrano” oltralpe per far conoscere il nostro Cantone e dei pensionati confederati che “immigrano” da noi, che il Ticino possa rientrare nella media di diversi indicatori a livello nazionale non strettamente legati alla topografia del territorio, e che non sia sempre il fanalino di coda del quale ci sdegniamo ogni volta.

Cosa possiamo fare? In ambito di salari, filo rosso di questo spunto, come spesso indicato da chi ha fondato Avanti, dobbiamo riuscire a fornire dei salari adeguati, di modo da rendere i posti vacanti attrattivi anche per i residenti e non solo per i frontalieri, così che a parità di qualifiche il residente abbia delle chances di trovare impiego. Un aumento del lavoro indigeno avrà poi conseguenze dirette positive, come una diminuzione del tasso di disoccupazione (dove veleggiamo tra le prime posizioni, ma non ne è un vanto, a livello federale) e una diminuzione del traffico (in quanto la distanza media percorsa dai veicoli sulla tratta casa-lavoro scenderebbe); conseguenze che molti di noi apprezzerebbero.

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