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GERMANIALa Germania blocca il Nord Stream 2 poiché la società «ha sede in Svizzera»

16.11.21 - 13:26
La procedura d'approvazione è stata momentaneamente sospesa, continua il braccio di ferro con la Russia
keystone-sda.ch / STF (Dmitry Lovetsky)
La Germania blocca il Nord Stream 2 poiché la società «ha sede in Svizzera»
La procedura d'approvazione è stata momentaneamente sospesa, continua il braccio di ferro con la Russia
L'operatore, secondo l'ente regolatore, «dev'essere organizzato in una forma giuridica basata sul diritto tedesco»

BERLINO - L'agenzia federale tedesca delle reti (Bundesnetzagentur, Bna) ha sospeso in modo temporaneo la procedura d'approvazione per il trasporto del gas tramite il gasdotto russo Nord Stream 2.

«La Bna ha concluso che sarebbe possibile certificare un operatore del gasdotto Nord Stream 2 solo se tale operatore fosse organizzato in una forma giuridica secondo il diritto tedesco», ha annunciato l'ente, come riportato dall'agenzia stampa Keystone-ATS.

La Nord Stream 2 non ha però sede in Germania, bensì in Svizzera, più precisamente a Zugo.

Poco dopo, i prezzi del gas sul mercato europeo sono aumentati del 10%, in una situazione già tesa vista la crisi dell'energia in corso e l'arrivo dell'inverno e quindi dell'aumento della domanda.

L'Unione europea, lo ricordiamo, ottiene circa il 40% del suo gas naturale dalla Russia. Il gasdotto Nord Stream 2, che bypassa l'Ucraina e collega la Russia direttamente alla Germania, è stato completato a settembre nonostante anni di opposizione da parte di diversi paesi tra cui gli Stati Uniti, che hanno avvertito che avrebbe aumentato l'influenza di Mosca in Europa. 

Per entrare in funzione il gasdotto necessita però di una certificazione da parte della Germania, che tarda ad arrivare. Come avvertito dall'esperto economista Timothy Ash, la Russia potrebbe mettere in scacco l'Europa, trattenendo le forniture di gas di proposito nel tentativo di ottenere le certificazioni necessarie.

COMMENTI
 
Toti 1 anno fa su tio
Come diceva Enrico La Talpa, "non si può sempre mangiare fiele e pretendere di ca#are miele...". Se l'Europa negli ultimi anni si è arrogata il diritto di sanzionare la Russia (con il benestare degli Stati Uniti), adesso può solo battersi il petto e recitare un "mea culpa".
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