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08.10.2021 - 06:300

Crisi dell'energia? «L'Europa è ormai ostaggio della Russia»

È quanto sostiene l'esperto economista Timothy Ash, riferendosi alla crisi europea in corso e al caso Nord Stream 2

Putin ha intanto ieri annunciato un aumento delle forniture all'Europa, calmando il vortice dei prezzi in crescita

MOSCA - «L'Europa è per gran parte in balia della Russia, quando si tratta di energia».

Lo ha dichiarato all'emittente Cnbc Timothy Ash, economista ed esperto di mercati emergenti presso la società Bluebay Asset Management, definendo la situazione «incredibile».

Secondo Ash, è ormai evidente che la Russia ha l'Unione europea (e il Regno Unito) sotto scacco, con quest'ultimi che non hanno le risorse per uscirne o per fare qualcosa a riguardo». Per lui, insomma, gli stati europei si trovano in una sorta di «ricatto energetico».

Il tutto è riconducibile ad un evento pratico. In particolare, secondo alcuni esperti, la Russia avrebbe trattenuto le forniture di gas verso l'Europa di proposito, nel tentativo di ottenere le certificazioni - da parte della Germania - per mettere in funzione il gasdotto Nord Stream 2, il più lungo d'Europa, che collega le due potenze. «L'Europa sta cedendo perché l'inverno si avvicina e teme che la Russia stringera ulteriormente le viti, lasciandola al freddo fino a quando il Nord Stream 2 non sarà certificato», ha spiegato Ash.

È dall'inizio di ottobre che il Nord Stream 2 potrebbe entrare in funzione. La Russia sta ora però cercando di trattare con la Germania per ottenere le certificazioni del gasdotto, superando così le sfide introdotte con la nuova direttiva europea sul gas. Tra gli oppositori del gasdotto ci sono in particolare il Regno Unito e diversi Paesi dell’Europa dell'est - capitanati dall'Ucraina - che perderebbero il transito delle forniture attraverso il loro territorio. Un occhio è poi diretto anche alle elezioni tedesche, con nuovi attori che potrebbero presto approdare al Governo.

La Russia ha finora sempre smentito possibili ricatti, con il portavoce del Presidente Vladimir Putin, Dmitry Peskov, che ha negato che la Russia abbia avuto un ruolo nella crisi energetica europea. Dal canto suo, lo stesso Putin ha annunciato ieri un aumento delle forniture all'Europa, dicendo che il Cremlino era pronto a negoziare nuovi contratti a lungo termine per le vendite di gas. Una mossa che ha stabilizzato leggermente i prezzi dell'energia, che avevano appena toccato nuovi massimi.

In Europa, lo ricordiamo, è in corso una crisi energetica. I contratti per il metano hanno raggiunto nuovi massimi questa settimana, con i prezzi di riferimento che sono schizzati di quasi il 500%. 

Gas naturale: un rincaro che blocca l'industria europea
Tra le cause dei rincari in testa figura la forte ripresa asiatica che sta assorbendo gran parte del gas liquido stoccato sulle navi statunitensi. Un deragliamento dei prezzi di cui stanno pagando il conto tutti i consumatori e in particolare le grandi aziende energivore europee - ad esempio, le acciaierie o le grosse aziende chimiche e farmaceutiche - che possono giungere al blocco della produzione per non finire fuori mercato. Peggio sta andando in Inghilterra che sconta la regola del tetto massimo di tariffa con le aziende distributrici di energia che falliscono perché scoperte di fronte ai rincari. Viviamo insomma in un mondo estremamente complesso e interconnesso.

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