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ITALIAQuirinale, altra pioggia di schede bianche. Poi c'è Mattarella

26.01.22 - 15:36
Alla terza votazione, il presidente della Repubblica uscente ha ricevuto 125 voti. Da domani si abbassa il quorum.
Reuters
ITALIA
26.01.22 - 15:36
Quirinale, altra pioggia di schede bianche. Poi c'è Mattarella
Alla terza votazione, il presidente della Repubblica uscente ha ricevuto 125 voti. Da domani si abbassa il quorum.
I più votati dopo Mattarella sono stati Guido Crosetto (114), Paolo Maddalena (61) e Pier Ferdinando Casini (52). A quota 412 le schede bianche.

ROMA - Terzo giorno e terza fumata nera che si leva dall'aula di Montecitorio, dove è di nuovo prevalsa tra i grandi elettori la scelta di lasciare le matite a riposo, con la maggioranza dell'urna riempita di schede bianche (412). Qualche primo segnale d'insofferenza però si inizia a percepirlo; anche se la loro provenienza resta per ora di difficile lettura.

Insomma, c'è chi inizia già a essere stufo di passeggiare attraverso le cabine per poi non scrivere nulla sul foglietto. In forte crescita, oltre la"coltre bianca", c'è il nome dell'attuale presidente Sergio Mattarella, trascritto su 125 schede. A seguire quelli di Guido Crosetto (114), votato da Fratelli d'Italia (e non solo), di cui è stato uno dei fondatori; Paolo Maddalena (61), che ha lasciato ufficialmente nelle scorse ore la corsa per il Colle, e spunta anche Pier Ferdinando Casini (52). 

E ora il quorum si abbassa...
I grandi elettori sono stati convocati in aula per l'inizio della quarta votazione alle 11 di domani. Superato lo scoglio del terzo scrutinio, l'elezione del presidente della Repubblica entra quindi in queste ore nella sua fase più rovente. I contatti tra i vertici dei partiti si fanno più costanti. Le trattative che proseguono ben oltre il calare del sole. E i ragionamenti che da un momento all'altro possono acquisire la forma di accordi capaci di portare un nome in cima al colle"più alto" - e in questo ambito, occorre precisarlo, la geografia non ha giurisdizione - di Roma.

Operazione Casellati: frenata di Renzi, monito del PD
All'alba di questa mattina, a reclamare - non per sua iniziativa - l'attenzione delle testate della vicina Penisola era il nome di Maria Elisabetta Casellati. Lei, l'attuale seconda carica dello Stato italiano, è la candidata che piace a Matteo Salvini. Un nome celato dietro alla rosa a tre petali presentata ufficialmente dal centrodestra e alla quale il centrosinistra ha già risposto picche. Letizia Moratti, Marcello Pera e Carlo Nordio. I contatti sono in corso in questi minuti. E stando a quanto fatto filtrare da fonti del Partito democratico, scrive Open, i tentativi sono tutti mirati a tentare di convincere il leader del Carroccio a evitare che il centrodestra domani possa votare uno di quei tre nomi. Nel caso «si creerebbe un muro contro muro e una situazione di caos con il rischio di precipitare il Paese in una situazione di forte instabilità». Altrimenti detto: si spaccherebbe la maggioranza. E per quanto riguarda la presidente del Senato, il capogruppo dem a Palazzo Madama, Andrea Marcucci, è stato piuttosto chiaro: «Credo non ci siano le condizioni».

Dal suo canto, Matteo Salvini non ha nascosto la sua irritazione nei confronti del silenzio del centrosinistra che «non fa proposte». Ma a infastidire l'ex ministro dell'Interno ci potrebbero essere anche i primi no incassati dall'idea di forzare la mano da subito sulla candidatura della presidente del Senato. Una via valicabile solo attraverso un accordo con i 5 Stelle o con Italia Viva. Quest'ultima, ha detto in mattinata il leader Matteo Renzi, diffonderà nel pomeriggio una dichiarazione ufficiale su Casellati. L'aria però, almeno per ora, è quella di una frenata: «Non c’è nessuna ipotesi di scambio tra figure istituzionali», ha detto Renzi. E su Mario Draghi, ha aggiunto l'ex premier italiano, «non è bruciato».

COMMENTI
 
Brontolo pensionato 5 mesi fa su tio
L'ennesima dimostrazione di quanta sia inutile e offensiva per i cittadini che non sanno come tirare a fine mese questa vecchia politica che non pensa ad altro che ai propri interessi e ai loro giochini di potere e scambi di favore.
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