Keystone
Boris Johnson.
REGNO UNITO
30.09.2020 - 19:580

Lasciare «che il virus faccia il suo corso»? Johnson non ci sta

Il premier britannico ha difeso le restrizioni imposte nelle ultime settimane

LONDRA - «Sono profondamente in disaccordo» con chi suggerisce di lasciare che «il virus faccia il suo corso» anche a costo di avere più morti. Lo ha sottolineato oggi il premier britannico Boris Johnson in un briefing di aggiornamento sull'emergenza Covid.

Johnson ha difeso le restrizioni estese nelle ultime settimane nel Regno Unito, pur ammettendo che per verificarne l'efficacia occorrerà ancora tempo. Il premier ha inoltre confermato che il trend dei contagi resta in aumento e che questo «tragicamente» sta facendo riaumentare anche il numero quotidiano dei decessi «come avevano anticipato».

Boris Johnson ha spiegato la necessità del giro di vite locale sui contatti sociali ripristinato in diverse aree del Regno, fino a un totale di 16 milioni di persone, come essenziale in questa fase. Ha aggiunto di comprendere le difficoltà di chi deve rispettare le nuove regole, ma ha ribadito che il governo «non esiterà a prendere misure ancor più severe» se le direttive non saranno rispettate o comunque il tasso di contagi, dei ricoveri e dei decessi - tutti «in ascesa», come ha fatto eco il consigliere scientifico capo di Downing Street, Patrick Vallance - non scenderà.

Fra i focolai riemergenti, il premier ha citato quello dei campus di varie università, lasciando peraltro intendere di non voler arrivare a richiudere gli atenei, come le scuole o la generalità delle attività economiche, ed evocando invece la definizione di «piani che permettano agli studenti (fuori sede) di tornare a casa in sicurezza per Natale».

In positivo ha in ogni modo notato che il Paese «è molto meglio preparato» rispetto alla primavera sul fronte delle terapie, dell'organizzazione ospedaliera, dei ventilatori disponibili e si è detto «fiducioso» che l'incremento dei test, l'uso dell'app di tracciamento «scaricata da 14 milioni di persone» in pochi giorni e «naturalmente la prospettiva di un vaccino» saranno fondamentali in una situazione nella quale la diffusione preoccupa, ma sembra seguire un trend «diverso» rispetto ai primi mesi della pandemia: «più lento» per ora, secondo le parole del chief medical officer, Chris Whitty.

Il primo punto chiave, ha insistito il premier, resta tuttavia quello d'affrontare la sfida «insieme» come nazione, «rispettare le linee guida», seguire «il buon senso» e «sacrificarsi» ove necessario individualmente «per la sicurezza di tutti».

Commenti
 
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Dioneus 2 sett fa su tio
Se l'è davvero fatta sotto.
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