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STATI UNITI
14.01.2020 - 12:140

Il mercato mondiale dei PC torna a crescere dopo 7 anni

Tra i costruttori, Lenovo si conferma in testa con 64,7 milioni di pc consegnati nel 2019. Seguono HP e Dell

di Redazione
ats ans

NEW YORK - Dopo sette anni col segno meno, il mercato mondiale dei personal computer torna a crescere. Stando ai dati preliminari degli analisti Idc, nel 2019 le consegne di Pc "tradizionali" (fissi, portatili e workstation) hanno raggiunto i 266,7 milioni di unità, pari a un +2,7%: il primo incremento dal +1,7% del 2011. Molto positivo il quarto trimestre, chiuso oltre le attese a 71,8 milioni di unità (+4,8%).

A trainare il mercato, la domanda aziendale di computer con a bordo il nuovo sistema operativo Windows 10, in vista dello stop - previsto proprio per oggi - del supporto al vecchio Windows 7 da parte di Microsoft. Per l'analista di Idc Jitesh Ubrani, «nonostante i dati positivi del 2019, i prossimi 12-18 mesi saranno impegnativi per i Pc tradizionali, poiché la maggior parte degli aggiornamenti a Windows 10 sarà nello specchietto retrovisore».

Tra i costruttori, Lenovo si conferma in testa con 64,7 milioni di pc consegnati nel 2019 (+8,2%). Seguono HP (62,9 milioni, +4,8%) e Dell (46,5 milioni, +5,4%). Le tre compagnie detengono insieme quasi i due terzi del mercato. Fuori dal podio ci sono, in controtendenza, Apple con 17,7 milioni di Mac e un calo del 2,2%, e Acer con 17 milioni di consegne e un -4,6%.

Confermano la crescita del settore, seppur con dati preliminari diversi, i ricercatori di Gartner, secondo cui nel 2019 le consegne di pc desktop, portatili e "ultramobile" (come il Surface di Microsoft) hanno totalizzato 261 milioni di unità, lo 0,6% in più del 2018. Per l'analista Mikako Kitagawa l'aggiornamento a Windows 10 delle imprese si è registrato soprattutto in Usa, Giappone ed Emea. Più rosee le stime sul 2020: «Prevediamo che la crescita continui quest'anno, anche dopo la fine del supporto di Windows 7, poiché molte aziende in regioni emergenti come la Cina, l'Eurasia e l'Asia-Pacifico non hanno ancora effettuato l'upgrade».
 
 

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