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GUERRA IN UCRAINA

La Slovacchia dice sì. Al via le nuove sanzioni alla Russia

Il 19esimo pacchetto toccherà i settori energetico, finanziario e commerciale
IMAGO/NurPhoto
Fonte ATS
La Slovacchia dice sì. Al via le nuove sanzioni alla Russia
Il 19esimo pacchetto toccherà i settori energetico, finanziario e commerciale

BRUXELLES - La Slovacchia ha deciso di ritirare il suo veto sul 19esimo pacchetto di sanzioni dell'Ue contro la Russia, sbloccando così l'iter per l'approvazione delle nuove misure restrittive.

A quanto si apprende, è stata avviata una procedura scritta e, in assenza di obiezioni, il pacchetto sarà formalmente adottato domani entro le 8.

Il nuovo pacchetto punta a colpire le principali fonti di entrate del Cremlino, introducendo nuove sanzioni nei settori energetico, finanziario e commerciale.

Sul piano energetico è previsto il divieto graduale d'importazione di gnl russo, con sei mesi di transizione per i contratti brevi e lo stop totale dal primo gennaio 2027. Viene inoltre inasprito il blocco sulle compagnie petrolifere russe e sulle navi della flotta ombra: 117 nuove unità saranno sanzionate, portando il totale a 558.

Sul fronte finanziario, cinque banche russe e quattro istituti di Paesi terzi (tra Bielorussia e Kazakistan) saranno escluse da ogni transazione. Viene esteso il divieto ai sistemi di pagamento Mir e Fast Payment System, e vietati tutti i servizi in criptovalute per cittadini e imprese russe.

In ambito commerciale, il pacchetto aggiunge 45 entità coinvolte nell'elusione delle sanzioni, comprese società in Cina, India e Thailandia, e amplia il divieto d'esportazione per beni industriali e tecnologici avanzati. Sarà infine introdotto un meccanismo che limita la circolazione dei diplomatici russi all'interno dell'Ue e un nuovo elenco di sanzioni mirato a chi è coinvolto nei rapimenti di minori ucraini e nelle attività delle milizie russe.

Già sabato l'Austria aveva aperto la strada all'approvazione sciogliendo le sue riserve - legate alla richiesta di scongelare alcuni asset russi per compensare l'istituto austriaco Raiffeisen Bank International, colpita dalle controsanzioni di Mosca - e lasciando soltanto la Slovacchia mantenere il veto.

Nota

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