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ITALIA
27.10.2021 - 10:060
Aggiornamento : 15:35

Perché un ciclone ha investito la Sicilia: «Il Mediterraneo è sempre più tropicale»

Cosa si pensa che ci sia dietro al nubifragio che ha devastato Catania e che potrebbe protrarsi fino al fine settimana

CATANIA - In questo presente di cambiamenti climatici il maltempo eccezionale sta diventando, purtroppo la norma. Quello che sta succedendo in questi giorni in Sicilia, e soprattutto a Catania - martoriata dal vento e allagata dalle precipitazioni - è un triste e preoccupante indicatore di come le cose potrebbero cambiare nei prossimi anni.

«Non uscite di casa», è questo l'appello del sindaco di Catania, chiusa e completamente sommersa a causa del nubifragio che ha colpito duramente la Costa Ionica, interessando anche parte della Calabria. Al momento il bilancio delle vittime è di 2 morti accertate e una persona dispersa, per la quale si hanno però poche speranze.

Le previsioni per i prossimi giorni non sono buone, al momento le piogge si sono fermate ma resta un'allerta arancione e ci si aspetta una recrudescenza - si teme ancora più violenta in un nuovo ciclone, scrive CataniaToday - fra giovedì e venerdì. Nella notte fra martedì e mercoledì, confermano i Vigili del Fuoco in una nota di questa mattina, sono stati 620 gli interventi portati avanti con un dispositivo potenziato da ulteriori militi provenienti da altre province del Sud.

Quello che ha vessato l'isola è un fenomeno che i meteorologi chiamano gergalmente un medicane (crasi di Mediterranean Hurricane, ciclone mediterraneo) di per sé un fenomeno presente nel Bacino e che si sono presentati circa una ventina di volte negli ultimi 30 anni, riporta il Corriere della Sera. A renderlo più devastante è stata la combinazione con l'estate bruciante, con temperature massime arrivate a ridosso dei 50 gradi.

A provare a capire se il Mediterraneo si stia o meno “tropicalizzando” ha provato a spiegarlo, sempre al Corriere, Antonio Navarra professore di oceanografia all'Università di Bologna.

Secondo lui, al momento, il Mare Nostrum «mostra già segni evidenti di una realtà mutata in maniera significativamente». Il motivo è da ricercare proprio nel caldo eccezionale che interessa l'area e genera una zona di bassa pressione: «è già un hot spot geografico, quello che è ancora da capire è se il cambiamento porterà a dei fenomeni più violenti oppure più frequenti».

Il tutto, però, è ancora da appurare scientificamente: «Al momento l'unica cosa certa e provata è il caldo estremo e le inferiori precipitazioni durante l'anno», continua Navarra che conferma come, in questo senso, il Mediterraneo - e la Sicilia - si stia già "africanizzando" portando a un clima più vicino a quello subtropicale: «il cambiamento climatico ha già provocato uno spostamento verso Nord delle condizioni preesistenti più a Sud», conclude.

Reuters
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