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Keystone
ITALIA
23.02.2020 - 10:340
Aggiornamento : 13:47

Il direttore dell'OMS evidenzia un aspetto allarmante

«Siamo preoccupati per il numero di contagi che non hanno un legame con viaggi dalla Cina o con persone già malate»

Sono le parole di Hans Kluge, direttore dell'Organizzazione mondiale della sanità in Europa. I consigli: «Lavarsi le mani, e tenere una distanza di uno o due metri tra gli individui per evitare il contagio»

MILANO - I contagi da coronavirus in Lombardia, hanno qualcosa di misterioso. Ne è convinto il direttore dell'Organizzazione mondiale della sanità in Europa, Hans Kluge, intervistato da Repubblica in merito alla diffusione del virus in Italia. «Quello che preoccupa della situazione italiana - ha detto - è che non tutti i casi registrati sembrano avere una chiara storia epidemiologica, cioè un legame con viaggi in Cina o contatti con altri casi già confermati».  Una situazione preoccupante sta restringendo la finestra che avevamo per contenere i focolai - ha spiegato - aggiungendo subito: «Il contenimento però è ancora possibile. A patto che ci si prepari adeguatamente, soprattutto nei paesi con sistemi sanitari vulnerabili. Ma la comunità internazionale non sta ancora agendo in questa direzione".

Pur complimentandosi con gli sforzi delle autorità italiane, definendole “Ammirevoli”, Hans Kluge ha sottolineato che in questo momento «è molto importante capire come si sono svolti gli eventi, identificare e tracciare i contagi: occorre che le autorità sanitarie italiane si focalizzino su questo aspetto».

Era inevitabile - Kluge ha evidenziato l’inevitabilità dell’estensione del virus. Viviamo in fondo in un mondo basato sugli spostamenti, e non era affatto impensabile che dalla Cina il virus potesse arrivare fino in Europa. «Ora dobbiamo limitare la trasmissione da persona a persona, attraverso misure di mitigazione. Il che significa una maggiore igiene delle mani e delle vie respiratorie», ha tenuto a precisare Kluge.

L’importanza dell’igiene - Il consiglio è quello che autorità sanitarie e media stanno continuando a ripetere da settimane: ovvero l’importanza dell’igiene. «Nei luoghi affollati - ha spiegato Kluge - oltre all'igiene delle mani, è sempre bene tenere una distanza di uno o due metri tra gli individui per evitare il contagio. (...) Sicuramente non ci proteggerà dal contagio la discriminazione di chi ha un'origine diversa dalla nostra. È il tempo della solidarietà e della cooperazione».

Il direttore dell'Organizzazione mondiale della sanità in Europa, Hans Kluge, ha cercato di tranquillizzare facendo notare che il 98% dei casi sono in Cina, e lì «più dell'80% dei casi le persone infettate hanno avuto sintomi lievi, mentre meno del 15% sono in condizione serie e solo nel 5% dei casi si registra una patologia grave. Al momento osserviamo una mortalità di poco sopra il 2%, la maggior parte persone anziane con patologie pregresse. Detto questo, nelle aree italiane colpite il rischio di infezione può essere più alto e per questo i residenti devono seguire le raccomandazioni delle autorità, compreso il non frequentare luoghi affollati».

La mappa della diffusione del coronavirus nel mondo

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