Grazia a Nicole Minetti, la Procura riapre il dossier

Gli inquirenti avviano verifiche urgenti anche con il coinvolgimento dell’Interpol: nuovi elementi potrebbero cambiare il parere sulla grazia concessa
Gli inquirenti avviano verifiche urgenti anche con il coinvolgimento dell’Interpol: nuovi elementi potrebbero cambiare il parere sulla grazia concessa
MILANO - In Italia continua a tenere banco il caso di Nicole Minetti, l'ex igienista dentale diventata famosa soprattutto per essere stata legata alla vicenda di Ruby e a Silvio Berlusconi, che è stata condannata e nel frattempo graziata dal presidente della Repubblica.
La procura generale di Milano ha avviato «con urgenza» una serie di «accertamenti» da effettuare «a tutto campo» anche «attivando l'Interopol» sui «fatti gravissimi» emersi in relazione al caso: lo hanno spiegato la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni e il sostituto procuratore generale Gaetano Brusa, sottolineando che eventuali nuovi elementi «potrebbero portare a una modifica del nostro parere» sulla grazia concessa a Minetti che in un primo momento era stato positivo.
«Stiamo facendo partire gli accertamenti su tutti gli aspetti emersi» ha sottolineato Nanni - «e abbiamo raccomandato urgenza, attivando l'Interpol. Poi, in base agli esiti valuteremo il da farsi, li estenderemo se ci sarà bisogno, non escludendo rogatorie». Una volta concluse gli accertamenti, la procura generale dovrà esprimersi dando un parere che potrà essere modificato rispetto al primo parere positivo. Dopodiché «anche il ministero darà un parere e poi il Presidente deciderà».
Finora, hanno assicurato Nanni e Brusa, «abbiamo agito sulla base della delega del Ministero che è una delega classica, attivata in casi simili, né più né meno. Abbiamo la nostra coscienza e sappiamo cosa fare. Normalmente il Ministero ci dice se ritiene gli accertamenti non completi, li ha ritenuti idonei per il proprio parere e la Presidenza della Repubblica li ha ritenuti sufficienti». Di certo, hanno evidenziato «siamo stati diligenti, magari non perspicaci». L'obiettivo della procura generale di Milano è insomma «accertare i fatti indicati» perché «ora l'interesse di tutti è chiarire».




