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La Lombardia cambia strategia vaccinale per tentare di contrastare la diffusione delle varianti del coronavirus.
ITALIA
24.02.2021 - 16:390

Per arginare le varianti la Lombardia cambia strategia sui vaccini

Tra domani e venerdì verranno vaccinati gli over 60 in 16 comuni delle province di Brescia e Bergamo

MILANO - Cambio nella strategia vaccinale in Lombardia, nella speranza di riuscire ad arginare la diffusione delle varianti che ha costretto le autorità a istituire mini-zone rosse e a dichiarare zona arancione 'rafforzata' la provincia di Brescia e vari comuni in quelle di Bergamo e Cremona.

Bertolaso va alla guerra - Il super-consulente Guido Bertolaso, durante la presentazione del piano vaccini di Regione Lombardia, aveva usato toni netti: «Siamo in una guerriglia e i vaccini sono le nostre pallottole: dobbiamo adottare un approccio per aggredire il virus. Siccome questa è una guerra si adotta una strategia di guerra. Andremo a vaccinare i territori più colpiti per fare in modo che i numeri dei ricoveri crollino o si abbassino e per ridurre la trasmissione: l'obiettivo è la riduzione del danno».

Il "cordone sanitario" - Ora questa strategia si è concretizzata nella decisione di creare una sorta di "cordone sanitario" al confine tra le province di Bergamo, Cremona e Brescia. In che modo? «Abbiamo pensato di partire, tra domani e venerdì mattina, con gli abitanti dei 16 comuni tra Brescia e Bergamo tra i 60 e i 79 anni, per poi allargarci gradualmente». L'obiettivo è di vaccinare 24mila persone in due giorni. «Cerchiamo d'immaginare qualcosa di diverso rispetto a quanto fatto fino a ieri per vedere se può funzionare. Abbiamo iniziato a creare questa fascia di contenimento nei comuni al confine tra Brescia, Bergamo e Cremona» ha aggiunto Bertolaso.

Tagli alle categorie meno a rischio - Il cambio di passo deve fare però i conti con le dosi a disposizione delle autorità sanitarie lombarde. «Non comporterà un rallentamento per gli anziani nelle altre province, ma rallenteremo probabilmente il settore 1 bis, ovvero quelle categorie che si occupano di attività sociali ecc, che tutto sommato non sono quelle più a rischio» ha aggiunto Bertolaso. «È chiaro che la coperta è quella che è, più che una coperta, abbiamo un fazzoletto».

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