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ITALIA
14.02.2021 - 14:490

Il Long Covid può colpire anche i bambini

A 120 giorni dall'infezione, la metà dei bambini coinvolti in uno studio aveva ancora almeno un sintomo

Questi sintomi colpiscono anche coloro che durante l'infezione sono asintomatici

ROMA - Il Long Covid, ovvero quei sintomi che continuano a perseverare per diverso tempo anche dopo la fine dell'infezione, può colpire anche i bambini, sebbene siano stati asintomatici o con sintomi lievi durante l'infezione.

Lo sostiene uno studio preliminare condotto dalla Fondazione Policlinico Gemelli Irccs, pubblicato su MedRxiv e sottomesso alla rivista Acta Pediatrica.

Mentre arrivano sempre più conferme che gli adulti che sono risultati positivi al coronavirus hanno spesso questi sintomi a lungo termine, la ricerca scientifica del Long Covid sui bambini è ancora minima.

Dopo 120 giorni, la metà ha ancora dei sintomi - A quanto emerge da questa ricerca preliminare, il Long Covid colpisce anche i più piccoli.

Infatti, più della metà dei 129 bambini inclusi nello studio - tra i 5 e i 18 anni - ha riportato almeno un sintomo persistente anche dopo 120 giorni dall'infezione da Covid-19. I sintomi principali sono stati stanchezza, dolori muscolari e articolari, mal di testa, insonnia, problemi respiratori e palpitazioni (gli stessi che si manifestano più frequentemente anche negli adulti).

Dopo 160 giorni, il numero di chi riportava un sintomo è sceso invece al 36%. Uno di questi sintomi era quindi ancora presente in più di un bimbo su tre.

«I sintomi sono stati riportati dai genitori in interviste telefoniche» ha spiegato all'Ansa l'infettivologo Danilo Buonsenso, il primo autore dello studio. «Nel campione esaminato sembrerebbe si verifichino addirittura in una percentuale maggiore rispetto agli adulti». I dati in materia, però, sono ancora pochi e «saranno approfonditi dal team con un studi più ampi già in corso».

Secondo gli autori dello studio, il fatto che il Covid-19 possa avere un impatto a lungo termine anche sui bambini, compresi quelli asintomatici/paucisintomatici, evidenzia la necessità di pediatri, esperti di salute mentale e politici di attuare delle misure mirate a ridurre l'impatto della pandemia sulla salute dei più giovani.

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