Keystone
AUSTRIA
21.11.2020 - 17:040
Aggiornamento : 21:58

Un complice ha accompagnato in macchina l'attentatore di Vienna?

Circola un video della sera del 2 novembre, in cui si vedono due uomini e un fucile d'assalto in una BMW.

Il video potrebbe essere un indizio importante per scoprire come l'attentatore sia arrivato armato fino ai denti in pieno centro.

VIENNA - Due persone che guidano di sera, nella propria BMW... armate di fucile d'assalto.

È il contenuto di un video girato la notte dei recenti attacchi terroristici di Vienna, e in seguito diffusosi in diversi gruppi Whatsapp, fino a venir pubblicato dal portale di notizie austriaco heute.at.

Il video aggiunge benzina sul fuoco per quanto riguarda la discussione relativa alle ipotesi sul tragitto percorso da uno degli assalitori per arrivare armato di fucile d'assalto, machete, pistola e una finta cintura esplosiva nel centro città di Vienna, a Schwedenplatz, lo scorso 2 novembre.

Gli Uffici di polizia austriaci hanno recentemente confermato che l'attentatore in questione non ha viaggiato con i mezzi pubblici, ed è in seguito stata messa fortemente in discussione anche la teoria che abbia utilizzato un "Uber".

Ora, il video in pasto ai social media potrebbe essere un indizio decisivo: è stato accompagnato da un complice? Da quanto emerge dai dossier investigativi, ripresi dalla rivista austriaca "Profil", la polizia è a conoscenza del filmato. Inoltre, l'arma presente nel video dovrebbe essere presumibilmente un ZASTAVA M70, la stessa tipologia di fucile d'assalto usata nell'attacco a Vienna.

Secondo il portale austriaco, poi, un membro 21enne di uno dei gruppi whatsapp da cui è partito il video è stato in contatto con l'assassino nelle settimane precedenti l'attacco, e a suo nome è registrata una BMW 320i, che potrebbe essere la stessa del video. 

Non è ancora chiaro chi sia l'autore del video, ma la persona che lo ha inviato nei gruppi è già stata interrogata agli inizi di novembre, e a quanto sembra, l'individuo in questione ha visto l'assassino, insieme ad altri cinque giovani, almeno due volte la stessa sera dell'attacco.

La teoria del complice sta così prendendo sempre più piede, e forse, potrebbe proprio essere stata la voglia di girare un video a far scoprire e incriminare il complice.

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