Keystone
MONDO
13.04.2020 - 17:470
Aggiornamento : 22:54

«Il Covid-19 dieci volte più letale della suina»

Dagli studi un quadro più chiaro sul coronavirus. «Come si comporta, come trattarlo e come fermarlo»

GINEVRA - «Sappiamo che il Covid-19 si diffonde rapidamente e che è 10 volte più mortale del virus responsabile dell'influenza del 2009» (H1N1 o febbre suina, ndr). Lo ha spiegato il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel briefing sul coronavirus da Ginevra. E ha aggiunto: «Le prove provenienti da diversi Paesi ci stanno dando un quadro più chiaro di questo virus, come si comporta, come fermarlo e come trattarlo».

Il coronavirus, inoltre, potrebbe colpire anche altri organi oltre ai polmoni. Dal cuore al cervello. E manifestarsi con sintomi diversi. Aumentano infatti le segnalazioni in tal senso e primi studi indicano come il SarsCov2 possa avere pure delle manifestazioni meno comuni e, al momento, meno conosciute.

Sono già vari i casi che, ad esempio, indicano un possibile collegamento tra questo virus e il cervello. Il coronavirus potrebbe cioè dare problemi neurologici, anche prima della comparsa dei sintomi respiratori. Ictus, convulsioni, delirio sono tra i sintomi registrati in diversi casi clinici nel mondo, anche nella vicina Italia.

Il virus, inoltre, secondo recenti evidenze cliniche, potrebbe danneggiare il cuore, come nell'infarto. Aumentano infatti i casi in Italia e all'estero di pazienti che arrivano in ospedale con i sintomi dell'infarto ma che in realtà hanno il coronavirus. Il virus potrebbe cioè provocare miocardite, una forte infiammazione che danneggia il cuore come in un infarto, anche se non c'è ischemia (ostruzione delle arterie). Uno dei primi casi di questo genere è stato descritto sulla rivista Jama Cardiology da Marco Metra, cardiologo degli Spedali Civili di Brescia.

Il numero uno dell'Oms ha poi aggiunto: «Sappiamo che in alcuni paesi, i casi di Covid-19 raddoppiano ogni 3-4 giorni. Il virus accelera molto velocemente, ma decelera molto più lentamente». «Ciò significa - ha sottolineato - che le misure restrittive devono essere revocate lentamente e con controllo. Non può accadere tutto in una volta. E solo se la sanità pubblica ha adottato le corrette misure, come una significativa capacità di tracciare i contatti» con i contagiati.

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