Keystone
STATI UNITI
08.01.2019 - 17:560

Epidemia di morbillo a New York, l'80% non erano vaccinati

Secondo le autorità è uno dei peggiori negli ultimi 10 anni, fra le cause anche l'impennata di popolarità fra i no-vax

NEW YORK - È allarme nello stato di New York per l'aumento dei casi di morbillo tra i bambini. Anche se i numeri appaiono ancora piccoli - 122 contagi - il commissario alla Salute dello Stato di New York, Howar Zucker, osserva che  «si tratta dei focolai peggiori di morbillo» degli ultimi decenni nello Stato. Che, come tutta l' America, aveva debellato e considerata estinta la malattia esantematica.

L'allerta ha fatto partire negli ultimi tre mesi più di 13'000 vaccinazioni sui bambini di New York, e l'anticipo della prima immunizzazione a 6 mesi, anziché allo scattare del primo anno come da protocollo.

Secondo gli esperti i focolari vengono da una miscela di fattori e si sono sparsi in particolare in alcune comunità di ebrei ortodossi Usa, che hanno portato la malattia da Israele, dove il morbillo sta tornando pesantemente.

Ma tra le ragioni del nuovo attecchire della patologia infettiva a New York c'è anche la crescita dei no-vax, il lassismo nei controlli delle scuole e degli asili ed il sostegno silenzioso di alcuni pediatri, che chiudono un occhio sulle mancate vaccinazioni.

Generalmente lo stato di New York ha una buona incidenza di immunizzazioni infantili (almeno il 92% di bambini sono vaccinati) ma nelle scuole private la procedura non e' obbligatoria.

Al momento si calcola che in alcune contee il tasso di vaccini contro le malattie infantile sia sceso nelle scuole private a meno del 50%.

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