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COMO: Morì folgorato in un cantiere a Dubino, assolto uno dei tre fratelli
Gli altri due avevano patteggiato nel marzo scorso una pena a quattro mesi con la sospensione condizionale
COMO: Morì folgorato in un cantiere a Dubino, assolto uno dei tre fratelli
Gli altri due avevano patteggiato nel marzo scorso una pena a quattro mesi con la sospensione condizionale
GERA LARIO –
Si è chiuso con una assoluzione il processo a Sondrio nei confronti di Massimo Molatore, fratello di Luca, il giovane 2enne di Gera Lario morto folgorato il 15 febbraio dello scorso anno mentre stava lavorando nelle vi...
GERA LARIO –Si è chiuso con una assoluzione il processo a Sondrio nei confronti di Massimo Molatore, fratello di Luca, il giovane 2enne di Gera Lario morto folgorato il 15 febbraio dello scorso anno mentre stava lavorando nelle vicinanze di una betmpompa in un cantiere di Dubino. Una triste vicenda che aveva portato la Procura di Sondrio a mettere sotto inchiesta per omicidio anche altri due fratelli dello sfortunato lariano, Davide e Pierpaolo, che qualche settimana fa avevano patteggiato in sede preliminare una pena a 4 mesi con la sospensione condizionale nelle loro vesti di contitolari dell’impresa edile Molatore Bartolomeo e C, di Dubino e di Legali rappresentanti della società. Di due mesi inferiore la pena che in quell’occasione era stata patteggiata anche dall’operaio Maurizio Tarotelli, residente a Buglio al Monte (So) e dipendente della “Presio Costruzioni di Colorina. La tragedia si consumò, come detto, il 15 febbraio dello scorso anno durante alcuni lavori di ampliamento di una stalla di proprietà della famiglia Barri, di Dubino. Luca era impegnato nella gettata di calcestruzzo per predisporre il fondo di una letamaia quando afferrò le maniglie del braccio della betonpompa per posizionarlo all’interno dello scavo: venne colpito da una tremenda scarica elettrica da 15.000 Volt e il poveretto morì praticamente all’istante. Oltre all’assoluzione di Massimo Molatore, il Giudice ha deciso in ugual modo anche nei confronti di Carmillo Carnazzola dell’Impresa di Colorina e responsabile dei lavori nel cantiere. L’assoluzione è giunta per “non aver commesso il fatto” e “perché il fatto non sussiste”.
di Bob Decker
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