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CANTONE
19.12.2020 - 11:320
Aggiornamento : 12:30

«Più punti di incontro destinati ai bambini e al genitore non affidatario»

È quanto chiede una mozione di Roberta Soldati e il gruppo UDC

BELLINZONA - Roberta Soldati (UDC) ha inoltrato una mozione al Consiglio di Stato chiedendo un potenziamento dei punti di incontro per agevolare il diritto dei bambini di poter incontrare il proprio genitore non affidatario. 

La Convenzione dell'ONU sui diritti dell'infanzia sancisce il diritto alla salvaguardia e al benessere del fanciullo. In esso è incluso il diritto di intrattenere una relazione personale con entrambi i genitori.

«Non di rado, a causa di problematiche e conflitti famigliari le autorità giudiziarie e amministrative (ARP) intervengono adottando delle misure che limitano fortemente il diritto di visita fra il bambino e il genitore non affidatario» ricorda Soldati. Spesso in queste decisioni viene imposto l'obbligo di esercitare il diritto di visita presso un punto di incontro, o rispettivamente, laddove la conflittualità genitoriale è tale, viene sancita la consegna e riconsegna del minore presso questo istituto.

«Sul territorio del nostro Cantone» prosegue Soldati «sono attivi diversi punti di incontro che svolgono un ottimo lavoro. Queste strutture sono tuttavia confrontate con dei limiti: sia dal profilo del personale (rispetto dei turni di lavoro e vacanze), sia logistico, poiché il numero di locali a disposizione per permettere gli incontri genitore-figlio non sono molti (rispetto delle privacy delle singole fattispecie). Un altro limite è certamente quello della fascia temporale dove il servizio può essere effettivamente attivo. Infatti dal momento in cui il bambino incomincia a frequentare la scuola, compatibilmente con gli orari di lavoro del genitore, l'esercizio del diritto di visita deve per forza di cosa avvenire entro una determinata fascia oraria».

«Non di rado viene imposto che l'incontro sia limitato ad 1 ora soltanto ogni 15 giorni e tale modalità resta invariata per numerosi mesi (fino ad arrivare anche ad un anno). A conti fatti, persino certi carcerati vedono più spesso i loro figli» si legge ancora nel testo della mozione.

«Ciò viola arbitrariamente il diritto del minore ad intrattenere un rapporto equilibrato e costante con il proprio genitore (padre o madre). Un buon rapporto con entrambi i genitori costituisce uno dei pilastri fondamentali per uno sviluppo psico-fisico equilibrato e armonioso del bambino». 

In particolare Soldati, attraverso la mozione, chiede al Consiglio di Stato di: 

  • fare un'indagine presso tutti i punti di incontro presenti sul territorio ticinese per raccogliere i seguenti dati: numero dei diritti di visita che vengono esercitati presso la struttura, la loro durata e fasce orarie; numero dei servizi di accompagnamento e riconsegna dei minori presso la struttura, tempo impiegato per espletare questo servizio e fasce orarie. L'indagine deve essere effettuata sull'arco degli ultimi 4 anni. Ciò permetterà di comprendere l'evoluzione delle casistiche.
  • pianificare un potenziamento dei punti di incontro (anche mediante una differenziazione dell'offerta dei due servizi – esercizio effettivo del diritto di visita presso la struttura e quello di consegna e riconsegna del minore), ipotizzando altresì, per un contenimento dei costi, una collaborazione con altre strutture e servizi già esistenti sul territorio (es. coinvolgimento dell'assistente sociale comunale o enti privati).

Cofirmatari: Tiziano Galeazzi, Daniele Pinoja, Paolo Pamini, Sergio Morisoli, Edo Pellegrini e Lara Filippini


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