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«Mi fa rabbia. Hanno dato il mio pacco a uno sconosciuto senza chiedere un documento»

È successo allo sportello Posta della Migros di Bellinzona nord. Un malfattore è riuscito a impossessarsi del computer ordinato online dal signor Giovanni.
Deposit (simbolica)
«Mi fa rabbia. Hanno dato il mio pacco a uno sconosciuto senza chiedere un documento»
È successo allo sportello Posta della Migros di Bellinzona nord. Un malfattore è riuscito a impossessarsi del computer ordinato online dal signor Giovanni.

BELLINZONA - «Ma come si fa a dare un pacco in mano a una persona e lasciarla andare via senza alcun controllo?! È assurdo! E nessuno vuole riconoscere l'errore». A dircelo, raccontandoci una recente sventura, è il signor Giovanni Lillo, titolare di un negozio di Bellinzona che si occupa di servizi di assistenza per computer. 

Ma partiamo dal principio. Nel novembre 2025 Lillo ordina un laptop per la sua attività e imposta come indirizzo di recapito il punto Posta presente all’interno della Migros di Bellinzona Nord. 

Il ladro misterioso - L’invio, dimostra il tracciamento, arriva il 7 novembre. Il giorno successivo, però, un uomo sconosciuto si presenta sul posto e riesce a farsi consegnare il pacco da una collaboratrice. Questo, apparentemente, senza mostrare alcun documento né mostrare un invito di ritiro. 

Ricevuta la notifica di avvenuta consegna, il legittimo destinatario capisce che qualcosa non va e si reca subito alla Migros, dove il problema diventa concreto. Vengono visionate le videocamere di sorveglianza e identificato l'autore, un uomo brizzolato tra i 45 e i 50 anni che al momento dei fatti indossava una tuta e un cappellino nero. Descrizione, questa, che verrà poi inserita nella denuncia sporta da Lillo in polizia. 

«Non gli è stato chiesto nulla» - Oggi, cinque mesi più tardi, il 61enne non è però ancora stato risarcito, e né Migros né Posta hanno ammesso uno sbaglio.

«È stato sufficiente che questo malfattore chiedesse dell’arrivo di un pacco a nome della mia ditta perché questi gli venisse consegnato», commenta Lillo. «Non gli è stato chiesto né un documento d’identità, né un invito di ritiro del pacco. E all’interno c’era un computer del valore di 473 franchi». 

«Si rimpallano le responsabilità» - «Migros e Posta, intanto, si rimpallano le responsabilità e questo mi fa molto arrabbiare. Sono mesi che chiamo e mando email», aggiunge.

E per il 61enne è un boccone amaro da mandare giù. «Mi chiedo che formazione venga data a questi impiegati. Chiudono gli uffici postali e poi vengono incaricati collaboratori di supermercati che non sanno nemmeno cosa stanno facendo. Posso capire uno smarrimento, la rottura di un pacco, una consegna in ritardo, ma dare un pacco ad uno sconosciuto senza chiedere alcun documento per me è una mancanza grave».

Da noi interpellata, Migros Ticino si chiama fuori. 

«Ci occupiamo delle operazioni, ma la responsabilità è della Posta» - «La verifica dell’identità al momento della consegna di un pacco presso uno sportello Posta integrato è una procedura che rientra nelle competenze e nelle responsabilità de La Posta Svizzera. Migros, in qualità di partner, ospita il servizio Posta integrato all’interno delle proprie filiali e lo gestisce tramite il proprio personale specificamente formato e incaricato di gestire tutte le operazioni relative alla consegna», ci viene detto. «Il personale Migros», dunque, «si occupa fisicamente delle operazioni, ma non è direttamente responsabile delle consegne effettuate presso lo sportello Posta integrato».

«Nessuna chiara mancanza» - Per quanto riguarda il caso specifico, invece, Migros afferma che «In base alle informazioni raccolte, non abbiamo rilevato una chiara mancanza da parte del personale incaricato. Non sempre è richiesta la verifica dell’identità dell’avventore che reclama un pacco: a volte ad esempio un familiare o un delegato può ritirare senza verifica del documento». 

Un’affermazione, questa, che stride però con le condizioni dei fermoposta esplicitate sul sito della Posta, dove viene chiaramente indicato che «gli invii vengono consegnati previa certificazione d’identità». Anche un familiare, peraltro, deve mostrare un documento valido e una persona esterna deve avere una procura. 

«Un caso limite» - Migros, ad ogni modo, sottolinea che «nei nostri supermercati effettuiamo migliaia di consegne l’anno e questo è chiaramente un caso limite, laddove la buona fede di chi ha preso il pacco è venuta meno, ingannando l’operatore». 

E quindi? Migros si dice dispiaciuta ma chiarisce che dopo un’ attenta analisi è emerso che la responsabilità della gestione del reclamo e del risarcimento ricade su La Posta Svizzera. «Migros, pur non essendo responsabile del caso, ha cercato di supportare il cliente in ogni modo possibile tramite il responsabile del supermercato, sia tramite comunicazioni telefoniche sia con incontri fisici in filiale. Inoltre, il gerente della filiale ha provveduto a consegnare al cliente una carta regalo del valore di 40 franchi come gesto di scuse», viene specificato.  

La Posta, dal canto suo, rimane sul vago. 

«Accertamenti in corso» - «Se e come sia avvenuta la verifica dell’identità nel caso di questo invio fermoposta presso la filiale in partenariato è oggetto degli accertamenti in corso. Per questi motivi non possiamo esprimerci ulteriormente», ci viene spiegato, facendo riferimento alla denuncia fatta dal signor Lillo in polizia. 

Personale formato «per offrire un'elevata qualità» - In generale, però, per quanto riguarda la formazione del personale «La Posta investe maggiormente nei propri partner, mettendo a loro disposizione un sistema formativo al passo con i tempi al fine di assicurare un’esperienza cliente unitaria per tutti i servizi postali e offrire un’elevata qualità delle prestazioni. La formazione delle filiali in partenariato sui servizi postali si svolge in un mix adeguato alla situazione, composto da una formazione online e dalla formazione e assistenza in loco». 

«Nei giorni introduttivi le persone incaricate dell’assistenza della Posta supportano i partner in loco nel servizio alla clientela. I moduli online rendono più professionale e strutturata la formazione del personale delle filiali in partenariato. Una volta conclusa la formazione, la collaboratrice o il collaboratore in questione riceve un certificato in cui si attesta che dispone delle necessarie conoscenze postali», conclude La Posta. 

Insomma…to be continued. 

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